Agli anni migliori, quelli che non torneranno

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“I migliori anni della nostra vita” canta Renato Zero e ognuno ha la possibilità in ogni momento della propria vita di creare i suoi “migliori anni”. Per noi ragazzi che fra meno di due settimane affronteremo la maturità, si stanno concludendo questi anni. Ma come si affronta la fine di un percorso che inizia quando hai 13/14 anni, sei nel pieno della fase adolescenziale, e termina quando diventi un adulto (almeno sulla carta)?
Forse con gli occhi pieni di lacrime per lasciare tutto quello che è stato e il cuore pieno di sogni per tutto quello che deve ancora essere.

Noi maturandi di quest’anno siamo quelli che le abbiamo vissute proprio tutte, dalla DAD al ritorno della didattica standard, dalle gite ferme per due anni al ritorno del viaggio di maturità, dai sorrisi coperti dalle mascherine alle ore di educazione fisica come se l’emergenza fosse terminata.

Quello che ci aspetta fra dodici giorni sarà il primo vero esame della nostra vita, con le farfalle nello stomaco ricordando quei banchi, quei corridoi, le ansie, le paure, i pianti disperati per un voto, i litigi con i professori meno simpatici e le parole sagge di qualche professore più buono, i compagni, quelli che ti supportano e sopportano dal primo giorno, quelli incontrati in corso d’opera, quelli persi per strada ma anche quelli che proprio non sopportavi dal primo momento.

E poi le verifiche, le interrogazioni, quelle in dad e quelle in presenza, i sei strappati per miracolo nelle materie che odiavamo, le risposte che giravano tra i banchi.
Per non parlare dei cambi dell’ora a ridere con le classi vicine, le ricreazioni, i minuti contati per vedere la persona che ti piaceva nei corridoi, i panini del bar, le circolari perse o quei giorni in cui erano troppo affollate e non riuscivi nemmeno a togliere la mano dalla tasca.

Non so quante persone dovrei ringraziare per questi anni, dai miei amici di classe alla mia piccola famiglia de ilSottoSopra e ai prof che mi hanno sempre spinta a dare il meglio ma un grazie lo devo soprattutto a quelle persone che hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote alle mie mille idee che per vostra sfortuna sono andate tutte in porto nonostante le mie mille lacrime e quindi questa volta dico grazie anche a me stessa, perché nonostante le mie mille paranoie non mi sono mai fatta bloccare da niente e nessuno e ho fatto tesoro di tutto quello che di più bello potesse offrirmi la scuola, dalla mia esperienza come Caporedattrice alla rappresentante di classe per tre anni e infine come rappresentante di istituto. Sono grata alla mia scuola per avermi offerto mille opportunità per sognare, per confrontarmi con gente della politica, dello spettacolo, miei coetanei e persone adulte.

E a chi invece ha ancora tempo da trascorrere dietro a quei banchi dico solo di godervi ogni momento, di dare un senso ai vostri giorni a scuola. Studiate per voi stessi che questo mondo ne ha ancora tanto bisogno.💘

E a noi maturandi disperati, buona fortuna.🍀

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