Rassegna Lune..dì Jazz: la musica che unisce

Staccò le mani dalla tastiera del pianoforte, si alzò in piedi facendo un inchino e indicando i due personaggi accanto a lui, sul palco, disse: “Daniele D’Agaro! Mauro Ottolini!”.

Così, il 30 aprile 2016, Franco D’Andrea chiude in bellezza l’ultimo concerto della stagione di “Lune..dì Jazz” organizzata dal Moody Jazz Cafè. La rassegna, nata nel 2004, vede come protagonisti, ogni anno, artisti jazz di alto calibro provenienti da tutto il mondo.

Protagonisti del palco della Sala Farina nel centro storico di Foggia, questa volta, sono stati Franco D’Andrea, Daniele D’Agaro e Mauro Ottolini.

Franco D’Andrea è uno dei più grandi pianisti del jazz italiano, vincitore 3 per volte consecutive del premio Top Jazz solo negli ultimi anni, e del Prix du Musicien Européen conferitogli dall’Académie du Jazz de France, ieri si è esibito con tutta la sua compostezza e delicatezza nei modi, e la sua efficacia comunicativa grazie alle note prodotte dal danzare delle sua mani sulla tastiera.

Mauro Ottolini è un altro dei grandi del jazz italiano ed è un compositore, trombonista e arrangiatore. Ha inoltre partecipato e partecipa tutt’ora a importanti formazioni di artisti jazz. Durante il concerto, dove si è esibito col trombone, è stato senz’altro l’elemento spiritoso del gruppo. Sebbene mantenesse un comportamento prettamente professionale erano evidenti le occhiate e i sorrisi scherzosi che si scambiava con gli altri membri del trio, magari per amore della musica o soltanto per rasserenare il pubblico.

Daniele D’Agaro è un famoso clarinettista e sassofonista italiano noto anche per le sue attività in Germania. Esibendosi col clarinetto condivideva l’aria scherzosa di Ottolini creando così un’atmosfera quasi familiare.

Ed è proprio questa l’aria che si respira ad ogni evento del Moody, un’aria familiare dove tutti sono amici, dove i concerti diventano strumento di discussione musicale oltre che di puro e semplice ascolto delle più varie sinfonie e melodie del jazz italiano e straniero. I musicisti, infatti, si sono trattenuti dopo il concerto per dare la possibilità al pubblico di discutere dei pezzi ascoltati, tra i quali sia degli original di D’Andrea sia degli standard del jazz internazionale, o semplicemente per scattare foto.

Il Moody ha in ballo altri grandi progetti alla quale sono invitati tutti coloro che sono interessati, perché l’obbiettivo principale di queste rassegne non è creare ricchezza materiale, bensì organizzare incontri accompagnati dal piacere di vivere la musica, perché solo attraverso quest’ultima si può acquisire la vera ricchezza: quella dell’animo.

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