Riforma degli Esami di Stato

unnamed-600x348Gentile Ministra, quali sono i punti più importanti della riforma degli esami di Stato?

Il testo che il Parlamento sta discutendo non è chiuso o immutabile. Stiamo facendo molte audizioni e ci stiamo confrontando anche con le Associazioni degli studenti per apportare tutte le modifiche che possano rendersi necessarie: crediamo che sia importante ascoltare chi la scuola la vive e soprattutto chi queste novità dovrà attuarle. Fra i punti che considero di maggiore rilievo nel decreto sugli Esami c’è una diversa e maggiore valorizzazione del percorso fatto nell’ultimo triennio, perché crediamo sia giusto attestare le competenze che avete sviluppato nel corso degli studi e non solo verificare le conoscenze puntuali che voi ragazze e ragazzi mostrate di conoscere durante le prove. Il decreto attuativo della Buona Scuola prevede due prove scritte a carattere nazionale e un colloquio orale. Anche l’Alternanza Scuola-Lavoro avrà un maggiore peso. Colgo l’occasione per ribadire che l’Alternanza è didattica a tutti gli effetti e rappresenta un momento strategico di orientamento per tutte e tutti voi. Ci sono cose da migliorare, certo, ma siamo convinti che sia un momento formativo indispensabile per aiutarvi nelle scelte future e per darvi occasioni di sperimentarvi in contesti lavorativi. La scuola forma e prepara al domani, è questo il suo scopo. Non sono previsti cambiamenti per la composizione della Commissione: un Presidente esterno più i tre commissari interni e i tre esterni. La prova Invalsi, invece, viene introdotta per le quinte per italiano, matematica e inglese. Ma si svolgerà in un periodo diverso dalla Maturità, per non oberarvi di studio e ansia. Come vedete, abbiamo ridefinito le modalità dell’Esame affinché faccia emergere le vostre competenze e le abilità acquisite, semplificando le procedure e guardando al lungo periodo.

Le modifiche coinvolgeranno anche gli esami di quest’anno?

Voglio rassicurarvi: non si cambia mentre la macchina è in corsa. Svolgerete quest’anno l’Esame di Stato seguendo le modalità già previste. Le novità entreranno in vigore dal 2018, se approvate dalle Commissioni parlamentari che stanno esaminando i decreti attuativi che come governo abbiamo elaborato. Per questo anno scolastico l’esame manterrà le tre prove scritte e il colloquio. Nei giorni scorsi vi abbiamo comunicato le materie scelte che attendevate con trepidazione. Sono state selezionate in continuità con gli anni scorsi e tenendo conto del percorso scolastico che avete svolto con le vostre e con i vostri docenti. In vista della maturità vi invito a studiare con serenità, senza farvi prendere dal panico e dall’ansia – non ce n’è alcun motivo – e a rafforzare e consolidare la vostra preparazione con impegno, facendovi guidare dalle vostre professoresse e dai vostri professori. Appassionatevi agli argomenti che state affrontando. Vi permetterà di alleggerire lo studio, di sentire meno la fatica per la preparazione. Appassionatevi perché lo studio apre tutte le porte. Studiare con e per passione è il segreto per vivere con emozione, conquistando il valore del tempo. Se riuscirete a fare tesoro di questa conquista, avrete la chiave che vi consentirà di affrontare con serenità e successo tutti gli esami della vita. Vi faccio un grande in bocca al lupo. E sono certa che supererete questo traguardo senza difficoltà.

Secondo la sua riforma per poter accedere agli esami non occorrerà più avere la sufficienza in tutte le materie, ma soltanto nella media totale. Questa proposta non potrebbe incidere negativamente sul piano meritocratico nei confronti degli studenti che scelgono di non affrontare lo studio dell’ultimo anno con sufficienza?

Vorrei fare una precisazione, mi perdonerete se sottolineo questo aspetto. La riforma non è mia. Come non è della Ministra che mi ha preceduta, Stefania Giannini, non è dell’ex premier Matteo Renzi. La riforma è nostra, è frutto di condivisione, di confronto, di dialogo, elementi indispensabili e costitutivi della fase di redazione del decreto che tali rimangono anche adesso in questa fase di discussione parlamentare. Andando al merito della questione che ponete, devo dire che no, non c’è alcuna volontà di sacrificare il merito delle studentesse e degli studenti. Tutta la Buona Scuola è stata pensata per premiare le eccellenze e fornire strumenti a chi invece è più indietro per recuperare il passo. Molti hanno parlato del “6 politico” per l’ammissione al futuro esame di maturità, semplificando fino a banalizzare i temi del discorso. Ma così non è. È un errore. Siamo arrivati a questo provvedimento dopo una lunga discussione al termine della quale si è deciso di valutare, come avviene del resto anche in altri Paesi europei, tutto il curriculum formativo delle studentesse e degli studenti. E anzi, in questo modo, vogliamo dare una maggiore responsabilità alle e agli insegnanti nella valutazione complessiva che dovranno dare su ciascuna alunna e ciascun alunno. Voglio comunque ribadire che il Parlamento è al lavoro sui testi e ci offrirà le proprie considerazioni dopo una lunga serie di audizioni di esperti e associazioni. Per i testi definitivi, insomma, ci vorrà ancora un poco di pazienza. Ma potete stare sicure e sicuri che saranno il frutto della più ampia condivisione possibile.

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