
“La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa.”
Quanto s’impara riuscendo ad essere soli? Dipende da cosa s’intende. Pirandello mi ha, ci ha insegnato il vero significato, il discorso è semplice e lineare. È quasi impossibile riuscirci, questo viaggio a Dublino mi ha dato la possibilità di farlo. Inutile raccontare le solite cose, abbiamo visto tanto e imparato anche di più, ma quello che mi ha colpito davvero è stata la dimostrazione della citazione pirandelliana. Sono solo perché sono in compagnia del vero me stesso, circondato da persone che non conosco, una città mai vista in un Paese così lontano dal mio. Essere soli, riscop
rirsi, consiste proprio in questo, si tratta di estraniarsi dal proprio quotidiano. Tutto ciò ti consente di avere la possibilità di riflettere, di capire se siamo sempre noi stessi, se in realtà non siamo proprio come pensiamo di essere e tanto altro.
Intorno c’è amore, odio, gelosia, invidia, altruismo, egoismo, fratellanza. Sentimenti, carismi, caratteri, atteggiamenti: originali, contrastanti, omologati, spenti, incendiati. Questa è davvero un’esperienza enorme, un’ottima opportunità per crescere, fermarsi per riflettere e imparare tantissimo, non poteva essere rifiutata. È una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella vita, forse, soprattutto perché quest’età non torna più e tutto cambia, lo percepisco giorno per giorno. È un momento fondamentale delle nostre giovani vite, anche un abbraccio negato potrebbe cambiare tutto il nostro mondo e non sto esagerando, anzi. Credo perfino che una parola mancata potrebbe danneggiarci. Già, le parole, spesso fanno più male di quanto si pensi, soprattutto se scritte. A proposito di parole, mi chiedo spesso cosa passi per la testa di chi è sempre spento, sempre chiuso in sé stesso. Io non sono un tipo da mille parole, forse più da mille sguardi, il punto è che adesso sto parlando più di quanto abbia fatto durante gli ultimi quattro mesi, credo. E non lo sto facendo solo per conoscere gli altri, il che è stupendo, adoro scoprire il prossimo.
Sto provando sulla pelle ciò che studiavo e ammiravo delle parole di Pirandello. Leggendo “Uno, nessuno e centomila” sapevo di apprendere solo verità, adesso però ne sono testimone. Il mio invito è di non essere mai troppo diffidenti o troppo fiduciosi delle parole degli altri. Appena potete smettetela di credere, provate.
L’esperienza personale è il segreto. Quante volte ho smentito l’esperienza letta di migliaia di persone. La massa sbaglia spesso, pochi si ricordano di essere unici al mondo e si uniformano, basta poco per deviare un pensiero che poi diventa universale. Ma senza sfociare nel mio solito argomento preferito, posso dire che nonostante un po’ di pioggia, cucine che provano ad accontentarci e quel raffreddore ballerino, è un’esperienza che dovrebbe fare chiunque. Senza pensare alle persone più care che sono lontane, forse è la cosa peggiore. Ma loro lo sanno che ci farà bene e incontrarsi al ritorno sarà stupendo, basta pensarci per sorridere e godersi a pieno il tutto, fino alla fine.