La fame diminuisce nel mondo…

MA IN ITALIA 5,4 MILIONI NON HANNO ACCESSO A UN PASTO ADEGUATO. ALLARME NEL MEZZOGIORNO: 13,2% A RISCHIO.

Il paradosso italiano: si mangia abbastanza, ma non si mangia bene. Il 33,8% dei bambini tra i 3 e i 5 anni è in sovrappeso. I dati del report FAO, IFAD, UNICEF, WFP, OMS, ISTAT 2025-2026Foggia, 27 agosto 2026 – Arriva un segnale incoraggiante a livello globale, ma l’Italia resta alle prese con una povertà alimentare silenziosa e insidiosa. È quanto emerge dall’infografica elaborata sui dati di FAO, IFAD, UNICEF, WFP, OMS, ISTAT e The Washington Post (2025-2026).IL QUADRO GLOBALE: MENO AFFAMATI, MA IL COSTO DI MANGIARE SANO RESTA ALTO
Nel 2025 sono 645 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo, pari al 7,8% della popolazione mondiale. Un dato in calo di 14 milioni rispetto al 2024, che segna il terzo calo consecutivo. Tuttavia, il vero nodo non è più solo avere cibo a sufficienza. Ben 2,69 miliardi di persone non possono permettersi una dieta sana, il cui costo medio mondiale è di 4,28 dollari al giorno in PPA.IL CASO ITALIA: 5,4 MILIONI ESCLUSI DA UN’ALIMENTAZIONE DIGNITOSA
Il dato più allarmante riguarda il nostro Paese. In Italia 5,4 milioni di persone, pari al 9,3% della popolazione, non possono permettersi un pasto con carne, pesce o equivalente vegetariano almeno ogni due giorni. Un indicatore di povertà alimentare che non riguarda la quantità, ma la qualità.LE FASCE PIÙ FRAGILI E IL DIVARIO TERRITORIALE
L’insicurezza alimentare colpisce con più forza alcune categorie:Under 35 che vivono soli: 16,5%Persone sole in generale: 13,3%Residenti nel Mezzogiorno: 13,2%Il divario Nord-Sud è netto anche per l’insicurezza alimentare moderata o grave: se a livello nazionale è all’1,3%, al Nord è allo 0,6%, al Centro allo 0,8%, mentre al Mezzogiorno schizza al 2,7%.L’EMERGENZA SANITARIA: SOVRAPPESO INFANTILE
” Mangiare abbastanza non significa mangiare bene” – è questo il monito del report. In Italia il 26,7% dei minori è in sovrappeso, percentuale che sale al 33,8% nella fascia tra i 3 e i 5 anni. Un legame diretto tra povertà, cattiva alimentazione e salute.LA CONCLUSIONE: IL NUOVO DIRITTO AL CIBO
Come sottolinea il punto 6 del report: “Il vero diritto al cibo del XXI secolo non è soltanto avere qualcosa nel piatto. È poter scegliere ciò che fa bene alla salute.”Per garantire questo diritto servono quattro pilastri: prezzi accessibili, educazione alimentare, prevenzione sanitaria e politiche pubbliche mirate.

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