DaD: bilancio di fine anno!

L’anno scolastico sta terminando in modalità Didattica a Distanza e dunque voglio provare a fare un bilancio in base alla mia esperienza. Di certo la Didattica a Distanza ha salvato, almeno nelle forme, l’anno scolastico ed ha permesso che gli studenti rimanessero in contatto con gli insegnanti e bene o male continuassero a studiare. Dietro c’é stato un grandissimo sforzo da parte di tutte le componenti della scuola.
Ma rimane una metodologia che non convince perché paradossalmente induce negli insegnanti e negli studenti comportamenti culturalmente obsoleti. In primo luogo la difficoltà d’interazione fra alunno ed insegnante ricrea la modalità della più classica delle lezioni frontali che raggiunge il suo apice con la lezione in modalità asincrona. Inoltre questa difficoltà di comunicazione e dunque nella spiegazione spinge non pochi insegnanti, ossessionati dal programma, ad assegnare pagine ed esercizi anche senza spiegare, come si faceva una volta. Il terzo aspetto è il ritorno in grande stile al vecchio “voto di giudizio” a causa dell’impossibilità di svolgere prove di verifica veramente significative e per quanto possibile oggettive. D’altro canto gli studenti hanno valorizzato al massimo la loro attitudine a copiare nelle esercitazioni e nelle verifiche come era inevitabile. Come conseguenza la scuola della didattica a distanza rischia di diventare una scuola efficace solo per una minoranza di studenti che riesce ad imparare per scelta, per evidenti meriti personali o perchè ha alle spalle una situazione familiare favorevole. Da utilizzare solo in caso di necessità.

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