Cari lettori e lettrici, questa frase di Martin Luther King, così semplice ma piena di significato, ci fa capire che il bello della libertà è proprio il confine che c’è tra la libertà di parola e la maleducazione. Questo confine lo chiamerei “rispetto”, perché è come una sorta di freno al nostro volere.
A volte, sentendo i discorsi delle persone che incrocio nell’arco delle mie giornate, o mentre leggo qualcosa sui social, penso a quanta libertà abbiamo nel trascrivere i nostri pensieri, possiamo scegliere l’impatto che le nostre parole possono avere, lo stile che abbiamo nell’unirle, ed una lunghissima serie di altre cose.
Se pensiamo alla bellezza della libertà, pensiamo a qualcosa che non ha confini, quando ci penso, la prima parola che mi viene in mente è: pensiero. Non possiamo controllare ciò che ci passa per la mente, è proprio questo il bello della “città dei pensieri”, non ha confini. Per fortuna, nel mondo reale esistono i confini del rispetto reciproco, che non ci vieta di esprimere il caos che c’è nella nostra testa, ma ci permette di non scontrarci, di non essere come le bolle di sapone che, una volta scontrate, scoppiano e poi lasciano il sapone dappertutto.
La libertà è un dono che, se pur senza paletti, ha uno stop quando si sfocia nel non rispetto. Nella nostra società ci sono i cosiddetti “leoni da testiera” che, dietro la libertà di espressione, vomitano un linguaggio offensivo, solo perché nascosti da uno schermo. La libertà di espressione è un diritto fondamentale che tutti devono avere, ma se usata in modo sbagliato può ledere la libertà altrui.
Balzamo Sara e Caputo Veronica classe 3^F – Scuola “N.Perotto”
Disegno realizzato dall’alunna Castriotta Aurora lasse 2^F – ” Scuola “N.Perotto”