“È meglio soffrire per poi gioire, che illudersi per poi morire”: una frase tanto semplice quanto significativa, per una piazza, come quella di Foggia, che vive periodi altalenanti da tempo.
Il 2025 rossonero è stato complicato, a tratti infinito, a sprazzi stupendo. Raccontarlo non è semplice, conoscere le emozioni di una città intera questa volta è più che complicato.
Foggia e i foggiani non hanno mollato quando la loro squadra ha perso 0-2, in casa con l’Altamura, nella partita del ritorno degli ultras, dopo mesi di silenzio tragico per la scomparsa di quattro tifosi. Foggia e i foggiani non hanno mollato neanche quando i rossoneri sono affondati nel baratro dei playout: prima a Messina, presentandosi in 300, e poi a Foggia, dove allo Zaccheria c’erano 7000 persone. Salvezza conquistata, estate, però, travagliata. Canonico va via o resta? La domanda che non ha fatto dormire i tifosi per mesi, fino a quando il presidente ha confermato la sua permanenza. Arriva Delio Rossi, la città sogna, il mercato smorza gli entusiasmi.
Nella prima uscita stagionale in Coppa con il Siracusa, il Foggia vince 2-1, la città si stringe attorno alla squadra. Poi arriva la prima in campionato, a Catania, finisce nel peggiore dei modi: 6-0 per i rossoblù. Alla prima in casa allo Zaccheria, il Foggia vince 1-0 con il Sorrento. Non basta però, continuano i mesi difficili, il Foggia vince poco. Fino a quando, Delio Rossi decide di farsi da parte. Arriva Enrico Barilari dal Sorrento, le aspettative sono basse, quasi nulle. Lo stadio è vuoto, le curve non cantano più, si contano poco più di 500 spettatori. Garofalo e compagni, però, ci credono, e dopo qualche pareggio, vincono 2-1 con il Cosenza. Il Foggia conquista un punto importante a Siracusa, vince in casa con il Monopoli e poi a Salerno perde 2-1, lottando per tutti i 90’.
È stato un 2025 complicato, a tratti infinito, determinate notizie hanno sconvolto un’intera città, dagli allenamenti a Trinitapoli, all’allontanamento di mister Rossi. Qualcuno è rimasto, altri sono andati via. Qualcuno ci crede ancora, altri non più. Il Foggia oggi lotta per conquistare la salvezza, e poi magari, tornare a gioire, perché si sa che è sempre “meglio soffrire per poi gioire, che illudersi per poi morire”.
Buon 2026 foggiani, nella speranza che sia un anno pieno di gioie.
Il 2025 del Foggia: dal baratro dei play out al rischio fallimento