Se la pornografia diventa Candore.Il nuovo romanzo di Mario Desiati

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“Il romanzo sul desiderio e sulla trasgressione che non era ancora stato scritto” . Mercoledì 16 novembre, ore 19, Ubik di Foggia. L’autore di Martina Franca presenta il suo libro edito da Einaudi

Già applaudito da pubblico e critica, per Roberto Saviano: “il romanzo dei romanzi della mia generazione”

Se Martino Bux ha ancora il coraggio di scandalizzarsi è perché Mario Desiati ha avuto il coraggio, a propria volta, di scrivere un libro sul mondo della trasgressione sessuale, dell’erotismo spinto, della pornografia. Il primo è il protagonista del romanzo Candore (Einaudi, ottobre 2016), definito da Roberto Saviano “il romanzo dei romanzi che racconta la mia generazione”. Il secondo è ormai un affermatissimo scrittore pugliese, “amico” della libreria Ubik di Foggia e, da diversi anni, tra gli autori italiani più tradotti all’estero, finalista al Premio Strega nel 2011 con Ternitti (Mondadori) e pluripremiato per i suoi precedenti lavori editoriali (uno di questi, Il paese delle spose infelici, ha avuto anche una trasposizione cinematografica per la regia di Pippo Mezzapesa). Mercoledì 16 novembre, pertanto, alle ore 19, Mario Desiati torna nello spazio live di Piazza U. Giordano per presentare il suo nuovissimo romanzo, già applaudito da pubblico e critica a poche settimane dalla sua pubblicazione, considerato come “un viaggio ironico e avventuroso nel mondo della pornografia, il romanzo sul desiderio e sulla trasgressione che non era ancora stato scritto”. A conversare con lo scrittore di Martina Franca, il direttore artistico della libreria Ubik, Michele Trecca.

 

Candore (Einaudi, ottobre 2016; Supercoralli; 230 pagine). «Le amavo tutte. Mi crogiolavo nei dettagli, gli anelli alle mani, la posa di una caviglia sui tacchi alti, la grana del nylon in una calza scesa». Martino Bux è un diciottenne in libera uscita durante la visita di leva quando scopre che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lì davanti ai suoi occhi in un cinema a luci rosse, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover rendere conto a nessuno. Ma ben presto per Martino la pornografia diviene un’ossessione. Invece di frequentare l’università, si perde bighellonando nei locali più equivoci della capitale. E soprattutto perde Fabiana, esasperata dalla sua inconcludenza, dalla sua pervicace inadeguatezza alla vita adulta. Fabiana studia per diventare medico, mentre per Martino quel suo camice bianco è soprattutto un dettaglio che accende le fantasie erotiche. Le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono via via consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa così un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, i film di Rocco Siffredi, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l’Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, moralismo e voyeurismo. Un po’ soldato Svejk, un po’ il protagonista di Shame, un po’ Fantozzi, in questa danza del vizio, Martino si ritrova a guardare e non toccare, è un bambino che guarda gli altri giocare a pallone senza riuscire a buttarsi nella mischia. Mario Desiati ha scritto un romanzo pudico e divertente, a tratti commovente, sulla fascinazione del proibito, sull’industria del desiderio e sulle debolezze di tutti gli uomini.

 

Mario Desiati. Nato a Locorotondo, cresciuto a Martina Franca. Si è occupato di cronaca politica e sportiva su giornali locali tra cui Il Corriere della Valle d’Itria. Nel 2003 si è trasferito a Roma, dove è stato caporedattore della rivista Nuovi Argomenti ed editor junior della Arnoldo Mondadori Editore. Dal 2008 a ottobre 2013 si è occupato della direzione editoriale di Fandango Libri. Ha scritto e pubblicato poesie, antologie, saggi e romanzi. Collabora con La Repubblica e L’Unità. Da un suo romanzo (vincitore nel 2009 del Premio Mondello per la Narrativa italiana) è stato tratto il film omonimo Il paese delle spose infelici, opera a cui non ha collaborato come sceneggiatore. Sue opere sono tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese, coreano. Con Ternitti (Mondadori 2011) è stato finalista al Premio Strega. Con Vita precaria e amore eterno (Mondadori) nel 2006 ha vinto il Premio Volponi.

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