Si dice che il troppo stroppia, detto popolare che meglio non può adattarsi a una saga come Fast & Furious che indubbiamente ha lasciato un segno indelebile per il cinema d’azione e dei blockbuster cambiandone definitivamente le regole e gli schemi; una saga che tuttavia se continuasse su quest’onda potrebbe seriamente infangare un passato di tutto rispetto, trasformando la suspense in banalità e la spettacolarità in ridicolo, caratteristiche che erano comuni, bene o male, a tutte le pellicole della serie, serie la cui fine sarebbe dovuta coincidere con il capitolo 7, ove i due protagonisti, famosi per aver creato quella dicotomia indimenticabile tra ladro e poliziotto, si lasciarono in una scena difficilmente cancellabile dalle nostre memorie. Fast & Furious 8 è un titolo dal mero sfondo commerciale, l’incipit del film è ciò che dona un po’ di suspense alla trama, tuttavia viene sfruttato malissimo, rivelando tutto a metà pellicola; le scene d’azione per quanto spettacolari rasentano il ridicolo, le atmosfere e gli ambienti sono internazionali, stellari a dire il vero, lontani dalle periferie di Los Angeles delle corse clandestine; i personaggi sono già conosciuti e non c’è nulla da scoprire, il villain della situazione, per quanto ben interpretato dalla bellissima Charlize Theron, è banale e non offre nulla di davvero entusiasmante, così come anche la causa per il quale Dominic Toretto (interpretato da Vin Diesel) tradisce la sua famiglia, davvero scontata. Fast & Furious 8 è solo effetti speciali e nulla più, visibile e comprensibile la scelta di continuare una saga che frutta milioni di dollari, ma quando il limone è stato spremuto del tutto, non si può pretendere che esca del succo.
Fast & Furious 8, e 8 non è il voto