
Stephen King oggi è considerato una pietra miliare, un punto di riferimento per qualsiasi autore o sceneggiatore che voglia addentrarsi nel mondo dell’horror, King è ormai riconosciuto come il miglior autore di romanzi dell’orrore che il XX secolo abbia partorito; eppure per quanto oggi ci sembra scontato considerarlo il migliore in quello che fa, fino a gli inizi degli anni ’90, le produzioni di King erano alquanto sottovalutate e poco considerate, ma fu proprio nell’ultima decade del ‘900 che la sua rivalutazione iniziò, rivalutazione partita probabilmente da IT, miniserie televi-
siva di 2 episodi, trasposizione del suo omonimo romanzo, in breve tempo il malvagio pagliaccio danzante Pennywise divenne cult e con esso anche il libro subì un incremento delle vendite esponenziale che porto IT a diventare il best seller di maggior successo dell’autore e probabilmente del genere stesso.
27 anni sono il tempo di letargo che il demone alieno si prende prima di ricomparire per fare strage di bambini e ragazzi, ventisette come gli anni che sono trascorsi dalla sua trasposizione dal piccolo al grande schermo, è il 2017 ma nonostante ciò non ci troviamo di fronte a un ostinato e anacronistico remake di come se ne vedono tanti di questi anni, anzi, ciò che mi ha colpito maggiormente è la sensazione che questa pellicola sia un vero e proprio miglioramento, un horror che invece di essere banale e conosciuto ha saputo innovare, portando una ventata di aria fresca in un genere che sembrava da tempo morto, ed è ironico che a farlo sia proprio una storia scritta 31 anni fa.
IT, nel 2017 sembrava non avesse più nulla da dirci e invece Andrés Muschietti (il regista) è riuscito a trasformare una storia che sembrava ormai vecchia in un ottimo blockbuster del XXI secolo, coniugando terrore, coraggio e morale, che per quanto possa sembrare scontato, vedendo il film non lo è affatto; ottime le interpretazioni di Bill Skarsgard(IT) e di Jaeden Lieberher(Bill), capaci di esprimere una moltitudine di emozioni ed espressioni che donano a i personaggi una caratterizzazione dettagliata e vistosa.
La pellicola è un ottimo esempio di come i remake/sequel non siano solo dei meri tentativi di continuare un franchise ormai morto, ma che con impegno e attenzione all’opera originale, si può creare qualcosa di nuovo pur rimanendo nel passato, IT capitolo Uno (tutto ciò è solo l’inizio) è promosso a pieni voti, e ha ancora molto da dirci, però questa volta l’attesa sarà molto meno lunga in quanto un sequel è stato già previsto all’uscita nelle sale nel 2019; ci rivedremo tra 2 anni Pennywise!