Un film di Stephen Frears. Con Judi Dench, Ali Fazal, Eddie Izzard, Adeel Akhtar, Tim Pigott-Smith.
Abdul Karim, umile impiegato indiano, ventenne o poco più, viene scelto per consegnare un omaggio alla regina Vittoria, in occasione del giubileo per i cinquant’anni del regno. Viene scelto esclusivamente in virtù della sua altezza, come a dire per puro caso. Diventerà il servitore, poi il segretario e infine il “Munshi”, il maestro spirituale, della regina e imperatrice. La loro amicizia sarà così salda e intima da infastidire e spaventare la famiglia reale e la corte dei più prossimi al trono, al punto che il figlio, Edoardo VII, darà alla fiamme la loro corrispondenza e ogni testimonianza di quella relazione.
Basandosi sull’omonimo libro di Shrabani Basu, Stephen Frears torna a muoversi in una corte monarchica a undici anni di distanza da The Queen (2006).
Vittoria e Abdul è un film politicamente corretto, I tempi sono perfettamente calibrati, lo humor inglese costantemente al centro e i buoni sentimenti non mancano.
Dialoghi arguti, scenari sontuosi e interpreti azzeccati,la solida sceneggiatura indaga il bisogno della vecchia regina di una sincera condivisione umana, sfumando il gossip, per tratteggiare un rapporto tenero, profondo e sincero.
Magistralmente mette in luce i lati meglio camuffati della nostra cosiddetta civiltà, il pregiudizio, l’ambizione, l’ipocrisia, e lo fa significativamente attraverso un ‘servo’ musulmano, non troppo distante dai nostri immigrati.