Matteo Grandi svela il lato oscuro dei social

Una delle voci più influenti del mondo dei social media presenta il suo “saggio pop”. Di cosa parliamo quando parliamo di odio e web? Lunedì 11 dicembre, ore 18.30, libreria Ubik di Foggia. In mattinata, ore 11, al Liceo classico V. Lanza. Il giornalista e autore incontra il pubblico per presentare il suo libro “Far Web”, pubblicato da Rizzoli

Giornalista, scrittore, opinion leader. Storico autore del format X Factor, nonché punto di riferimento autoriale per artisti di successo, come conferma lo spettacolo Pop-Hoolista scritto a quattro mani con Fedez e partito per un lungo tour nel 2015. Ma soprattutto, Matteo Grandi è uno straordinario esperto di comunicazione e new media, con particolare predilezione verso il mondo dei social network, di cui è ormai un’autorità. Lo conferma il suo “saggio pop” pubblicato da Rizzoli, tra le recenti sorprese editoriali italiane, con un titolo e un sottotitolo significativi: Far Web. Odio, bufale, bullismo. Il lato oscuro dei social. Lunedì 11 dicembre, alle ore 18.30, Matteo Grandi presenta il suo libro nello spazio live della libreria Ubik di Foggia, incentrando l’incontro su quel lato nascosto del web che racconta un’attualità fatta di razzismo, discriminazioni di genere, violenza e fake news ormai sempre più incontrollabile, soprattutto quando di mezzo ci sono gli utenti più giovani. Lo stesso giorno, in mattinata, alle ore 11, l’autore incontra anche gli alunni del Liceo classico V. Lanza di Foggia, ospite d’apertura della rassegna Lettura e Oltre a cura della docente Mariolina Cicerale: un appuntamento a misura di giovani ma aperto a tutta la cittadinanza, nel quale verranno toccati argomenti che, quest’anno, sono oggetto d’interesse scientifico e accademico anche da parte del MIUR.

 

Far Web (Rizzoli, 2017). “Sul web – come nella vita – odiare è legittimo, comprensibile e talvolta necessario. Ma anche l’odio deve essere consapevole. Non può alimentarsi di bufale. Non può trasformarsi in diffamazione. Non può avere derive discriminatorie o razziste. Non può essere gratuito o fine a se stesso. Non può nascondersi dietro un anonimato garantito. L’odio è un sentimento troppo nobile per essere lasciato appannaggio del primo cretino di turno”. Insulti, discriminazioni di ogni genere, misoginia, istigazione alla violenza, omofobia, fake news dal retrogusto razzista e anti-scientifico, revenge porn. Solo per citare le manifestazioni più evidenti. Non c’è alcun dubbio che la Rete, in particolare con i social media, sia diventata un luogo nel quale scaricare rabbia e frustrazioni senza sensi di colpa, in cui attaccare ferocemente personaggi pubblici o emeriti sconosciuti con la sola colpa di avere opinioni diverse. A monte di questa valanga di fango sembra esserci l’idea che Internet sia una zona franca, un Far Web in cui non esistono regole, in cui vige l’impunità e dove è legittimo e pratico farsi giustizia da sé. Ma è poi davvero colpa della Rete se la gente odia? Siamo veramente disposti a mettere in gioco la nostra libertà d’espressione per portare avanti una crociata indiscriminata contro l’odio online? Qual è, in questa partita, il ruolo che giocano le diverse piattaforme? Quanto incide su certe derive la mancanza diffusa di educazione digitale? E qual è il quadro normativo a cui fare riferimento oggi? In questo saggio pop brillante e ricco di esempi tratti dalla cronaca recente, Matteo Grandi, una delle voci più influenti del web, indaga da vicino il fenomeno dell’inquinamento della Rete in tutte le sue manifestazioni.

 

Matteo Grandi. Giornalista professionista e autore televisivo (Il Labirinto, Carpool Karaoke), è molto attivo sui social network ed è da sempre un attento osservatore delle dinamiche della rete. Nel 2014 ha pubblicato per Fazi Arrivo Arrivo – La lunga corsa di Matteo Renzi da Twitter a Palazzo Chigi; nel 2015 ha firmato con il rapper Fedez lo spettacolo del tour Pop-Hoolista. Vive fra Perugia, dove dirige un magazine bimestrale, Milano, dove svolge i suoi lavori per la tv, e Bari, la città di sua moglie. Nel tempo che gli rimane scrive sceneggiature di videoclip musicali e collabora con l’Università di Perugia curando un laboratorio su social media e scrittura digitale.

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