Sedici anni fa, il 31 marzo, veniva assassinato Francesco Marcone, Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, dalla Criminalità Organizzata foggiana. Era il 1995. Da allora – dice l’associazione Libera Foggia – , con intensità variabile, la Mafia nella nostra città ha continuato ad agire: morti, rapine, estorsioni, riciclaggio di denaro sporco, speculazione edilizia e tante altre attività illecite che gravano ulteriormente sulle già consistenti problematiche economiche del territorio. Dal 2006, il 31 Marzo è stata istituita dall’Amministrazione Comunale di Foggia la Giornata Cittadina della Legalità in memoria di Francesco Marcone e di tutte le vittime di Capitanata. Quest’anno Libera propone nell’occasione l’adozione di un vittima di mafia e rilancia anche la propria lotta contro la cultura mafiosa e contro il malaffare. Uno dei punti cardine dell’attività dell’associazione Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie è sempre stato il riutilizzo a fini sociali dei Beni confiscati alle Mafie, promosso con la raccolta di 1 milione di firme, che nel 1996 portò il Parlamento ad approvare la legge n. 109.
Da allora in Italia – osserva l’associazione – si sono fatti importanti passi avanti: tantissimi sono stati i beni confiscati alla Criminalità Organizzata e restituiti alla comunità, con la nascita di Cooperative di ragazze e ragazzi attivi sui terreni appartenuti a mafiosi e che ora producono prodotti biologici, con un grande ritorno economico, occupazionale e soprattutto simbolico, perché sfatano il mito di una Mafia invincibile, di una Mafia che dà lavoro e di uno Stato assente.
Uno straordinario esempio in questo senso è stato dato a livello locale dal Comune di Cerignola, lì dove è stato svolto il progetto. Un grappolo di diritti, con la raccolta dell’uva del vigneto appartenuto ad un esponente della criminalità, e la distribuzione della stessa in tutta Italia, e dove è prodotta dalla cooperativa sociale equo-solidale Pietra di scarto la Bella di Cerignola, una qualità di oliva autoctona.
Purtroppo, su questo fronte la nostra città è rimasta indietro, pur insistendo sul territorio comunale ben due beni confiscati, situati uno in Via Rovelli e l’altro in Via del Salice.
Le associazioni assegnatarie dei beni, già selezionate nei mesi scorsi, non sono ancora state messe in condizioni di prenderne possesso.
Proprio per questo la prossima Giornata del 31 Marzo dovrà segnare un punto di svolta per la città, affinché non si lasci cadere invano l’esempio datoci dalle tante vittime foggiane di mafia che andremo a ricordare, e perché dalla memoria possa nascere un nuovo impegno per ridare luce al faro della legalità, prima guida da seguire per tutta la società cittadina.
LIBERA – ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE