Leggo QuIndi Sono, ecco Davide Enia. Lampedusa, luogo dell’anima

Il secondo di cinque autori selezionati incontra i lettori e le scuole di Capitanata. Lo scrittore e drammaturgo siciliano presenta “Appunti per un naufragio” (Sellerio) Giovedì 15 febbraio, alla Ubik di Foggia. Venerdì 16 febbraio, all’istituto “B. Pascal”

 “Ho frequentato Lampedusa per anni. Ho visto sbarcarvi qualche migliaio di persone, ho incontrato il personale medico e gli uomini della Guardia Costiera, ho mangiato a casa dei residenti, sono uscito in barca con i pescatori, ho ascoltato ragazzi sopravvissuti alla traversata e ho dialogato con i testimoni diretti”. Davide Enia, scrittore e drammaturgo, autore di un romanzo-verità di stringente attualità, presto in scena nei migliori teatri d’Italia in forma di pièce teatrale. È il secondo ospite del concorso-progetto Leggo QuIndi Sono-Le giovani parole 2018, rivolto agli oltre 500 studenti di Foggia e provincia, in una due-giorni tutta da seguire: giovedì 15 febbraio, alle ore 18.30, l’autore siciliano presenta il suo Appunti per un naufragio (Sellerio, 2017) nello spazio live della Ubik di Foggia, incontrando i lettori della libreria e gli studenti del Liceo C. Poerio. L’indomani, venerdì 16 febbraio, alle ore 11, l’autore incontra gli alunni dell’Istituto B. Pascal di Foggia che, per l’occasione, ospiterà anche i colleghi del Giordani di Monte Sant’Angelo che hanno aderito ad LQS. Nel pomeriggio di giovedì 15 febbraio inoltre, anche Davide Enia, al pari degli altri ospiti selezionati, incontrerà il gruppo di lettura dei detenuti della Casa Circondariale di Foggia, protagonista del progetto Lib(e)ri dentro realizzato dal CSV Foggia.

Appunti per un naufragio (Sellerio, 2017; pagine 216). Lampedusa, da lepas, lo scoglio eroso dalla furia degli elementi, che resiste nella vastità del mare aperto. Oppure Lampedusa da lampas, la fiaccola che risplende nel buio, che sconfigge l’oscurità. Su questa isola protesa a sud, tra Africa e Europa, Davide Enia guarda in faccia chi arriva e chi attende, e narra la storia di un naufragio individuale e collettivo. Da un lato una moltitudine in movimento, che attraversa intere nazioni e poi il Mar Mediterraneo, in condizioni al di là di ogni immaginazione. Dall’altro, a cercare di accoglierla, un pugno di uomini e donne sul confine di un’epoca e di un continente. Nel mezzo si è posto l’autore stesso, per raccontare la scoperta di ciò che accade davvero in mare e in terra, e il fallimento delle parole che si inabissano nel tentativo di comprendere i paradossi del presente. A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi, Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola. E mette a nudo le conseguenze emotive di questa realtà toccante e sconcertante, soprattutto nel rapporto con il padre, medico da poco in pensione, che accetta di recarsi con lui a Lampedusa. Ritrovarsi assieme a testimoniare il dolore pubblico di quelli che approdano e di coloro che li salvano dalla morte, accanto a quello privato della malattia dello zio, li spinge a reinventare un rapporto, a forgiare un nuovo e inedito dialogo che si sostituisce ai silenzi del passato. In Appunti per un naufragio emerge la vera storia di persone accomunate dall’esperienza della fragilità della vita, che come una rivelazione spinge ognuno verso un nuovo approdo, verso l’ascolto e la scoperta dell’altro.

Davide Enia. Nato a Palermo nel 1974, è drammaturgo, attore e romanziere, autore e interprete di Italia-Brasile 3 a 2 (pubblicato da Sellerio nel 2010), Scanna, I capitoli dell’infanzia, per i quali vince i più importanti premi del teatro italiano. Per Radio Rai Due realizza il radiodramma «Rembò». Ha pubblicato anche i romanzi Così in terra (2012) e Uomini e pecore (2014), e con Sellerio maggio ’43 (2013) e Appunti per un naufragio (2017), vincitore del Premio Anima Letteratura 2017.

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