Nella Norvegia a tutta sostenibilità, uno scienziato trova la soluzione per
risolvere il problema della sovrappopolazione: rimpicciolire gli esseri umani. Una
volta miniaturizzata, l'umanità tornerà ad essere sostenibile per il pianeta. Ma
diversamente dalla prima colonia norvegese, trentasei persone che hanno deciso di
ridimensionarsi per il bene del mondo, chi sceglie di sottoporsi al trattamento
sogna soltanto in grande dentro spazi più piccoli. Paul Safranek, uomo ordinario dal
destino ordinario, decide per il benessere e una vita migliore con la consorte in
una delle ricche small town che sorgono rapidamente negli States. Convertiti i
debiti in ricchezza e il suo metro e ottanta in dodici centimetri, Paul infila il
suo piccolo grande destino. Non è che Payne non veda la meschinità della natura
umana, è che Payne vede altro e altrimenti. Avventura ecosostenibile in mobilità
alternativa, Downsizing riconferma la poetica dell'autore, improntata a un neo
umanesimo che privilegia personaggi definiti da una medietà rassicurante e
malinconica. Interessato sovente alle persone vere e alle storie comuni, alle
nevrosi e alle tragedie personali, a questo giro Payne impatta il piccolo mondo
dell'uomo col vasto mondo della natura. Al centro del film, che rimprovera agli
Stati Uniti lo sguardo ombelicale e la mancanza di lungimiranza e di programmazione
ambientale, si allunga il cammino virtuoso di Matt Damon, battuto da dilemmi
esistenziali: andare verso il futuro o restare dentro il presente? Partecipare a una
suggestione o esporsi alla vita reale? Un antieroe che prova a riprendersi il
controllo di avvenimenti che lo trascendono. Nondimeno, come il padre di George
Clooney<http://www.mymovies.it/biografia/?r=17619> (Paradiso
amaro<http://www.mymovies.it/film/2011/thedescendants/>), l'everyman di Matt Damon
chiuderà per sempre con la verità ritrovando in fondo al film una quieta ma
appassionata ponderatezza.