“Ciascuno cresce solo se sognato”: il progetto entra nel vivo con una serie di appuntamenti su diritti, filiere e antimafia

Entra nel vivo il progetto della Cooperativa Sociale “Pietra di Scarto”, “Ciascuno cresce solo se sognato: per
una filiera equa e solidale del pomodoro”, realizzato con il sostegno di “Fondazione con il Sud”.
Mentre sono ancora aperte le prenotazioni per la passata “Pomovero”, è ormai prossimo l’avvio dei lavori di
ristrutturazione che si realizzeranno presso il Laboratorio di Legalità “Francesco Marcone”, bene confiscato
al clan “Piarulli – Ferraro” che la Cooperativa gestisce dal 2010, e che porterà l’attuale fabbricato in cemento
armato, il così detto bunker, a diventare un laboratorio di trasformazione del pomodoro, che fungerà da
catalizzatore per la creazione di una filiera equa e solidale del pomodoro, che coinvolga piccoli produttori
vessati dal mercato e lavoratori ghettizzati e ridotti a mere braccia da schiavitù.
In parallelo all’azione di ristrutturazione, la Cooperativa ha previsto una serie di appuntamenti per adulti e
bambini in cui saranno affrontati, con diverse modalità, le tematiche di riferimento del progetto: lotta al
caporalato, filiere schiave e filiere solidali, ma anche inserimento lavorativo e sociale delle persone in
difficoltà, pene alternative al carcere, laboratori di lettura e di artigianato per genitori e figli, teatro civile e
realizzazione di passata di pomodoro collettiva.
Un momento particolare sarà dedicato alla figura di Danilo Dolci, sociologo, poeta, educatore e attivista
della nonviolenza italiano, alla cui esperienza si ispira l’intero progetto il cui titolo prende spunto da una
poesia/manifesto di quella “maieutica reciproca” che sta alla base dell’esperienza di Dolci a Trappeto e
Partinico.
“Sappiamo di esserci dati un obiettivo ambizioso e per questo ringraziamo “Fondazione con il Sud” e tutti i
partner di progetto per averci dato fiducia – afferma Pietro Fragasso, presidente della Pietra di Scarto. Ma
siamo fortemente convinti che il riutilizzo sociale di un bene confiscato alla mafia deve mirare ad essere
esempio tangibile di cambiamento nel territorio su cui insiste, avviando percorsi che per quanto possano
apparire utopistici, si fondano sulla concretezza di parole come diritto, solidarietà, dignità e giustizia
sociale. In tal senso la scelta di intervenire sulla filiera del pomodoro, che coltiviamo dal 2014 per la filiera di
“Solidale Italiano Altromercato”, ci è sembrata, in questo territorio vessato dal caporalato, assolutamente
naturale, oltre che necessaria”.
Tra i vari appuntamenti, eccone alcuni: si apre il 15 giugno con “Yoga al pomodoro”; il 27 giugno e il 24
luglio, laboratori di lettura per bambini a cura de “L’Albero dei Fichi”; il 28 giugno si parlerà di carcere:
Annalisa Graziano dialogherà su detenzione e pene alternative con Carmelo Cantone, Provveditore
Regionale di Puglia e Basilicata per i Penitenziari, e Maria Pia Melcangi, Direttore dell’Ufficio Esecuzione
Penale Esterna di Foggia; il 16 luglio sarà la volta di Leonardo Palmisano e il suo “Mafia Caporale”, mentre il
26 luglio toccherà ad Enrica Simonetti presentare il volume “Morire come schiavi”, sulla storia di Paola
Clemente. Il 31 Agosto Yvan Sagnet della rete “NoCap” e Fabio Ciconte di “Terra!” Onlus parleranno di filiere
agroalimentari e diritti.
Il 1° settembre sarà la giornata di “Sals’ & Bukkacc”, dedicata al tradizionale rito della passata collettiva,
mentre il 14 dello stesso mese verrà presentato il volume “Alle mafie diciamo noi!”, scritto da Gianni Bianco,
giornalista del TG3 e Giuseppe Gatti, sostituto Procuratore della DDA di Bari.
Sono partner del progetto: il Comune di Cerignola, la Fondazione del Monti Uniti di Foggia, la Flai CGIL,
Alpaa Puglia, Masseria Dauna e Ctm Altromercato

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