Tra psicologia e letteratura, Sara Gamberini

Quinto incontro di “Libri & Dialoghi”, a cura di Ubik e Assessorato alla Cultura. Un libro (e un’autrice) sul lettino

Domenica 24 giugno, ore 19. In Piazza U. Giordano. Il libro “Maestoso è l’abbandono”. L’autrice incontra lettori ed esperti de “Il Ruolo Terapeutico”, ospite del ciclo di incontri

“Dopo essere stata una ragazzina anarchica, sentimentale, animista, ho frequentato per molti anni lo studio del dottor Lisi”. Da qui comincia la discesa nelle profondità dell’anima della protagonista di questo romanzo intimo, struggente e straordinariamente poetico. L’avventura psicoanalitica in forma di racconto, nel nuovo romanzo di Sara Gamberini, protagonista di Un libro sul lettino, ciclo di incontri che unisce psicologia e letteratura: domenica 24 giugno, alle ore 19, in Piazza Giordano, all’aperto, la scrittrice presenta il suo romanzo dal titolo Maestoso è l’abbandono (Hacca Edizioni, 2018), conversando con lo psicoterapeuta Pierluigi Ciritella de Il Ruolo Terapeutico-Gruppo di Foggia e incontrando il pubblico di Libri & Dialoghi, quinto appuntamento di questa terza edizione 2018. L’appuntamento è aperto a tutti i lettori e appassionati di psicoanalisi e narrativa e, come nelle precedenti occasioni d’incontro del gruppo di lettura, non avrà un taglio specialistico. In caso di maltempo, l’incontro avrà luogo in libreria.

 

Maestoso è l’abbandono (Hacca, 2018). “Ci sono gli amori che hanno a che fare con i percorsi, quelli che hanno a che fare con la solitudine e poi ci sono quelli che non servono a niente, gli amori altissimi”. Prendere le distanze dal mondo, e sentirsene sempre più parte. Questa è la storia di una donna, e del suo pensiero magico, che giorno dopo giorno le si attacca addosso. È la storia di quello che si nasconde tra le pieghe del reale ed è invisibile. La incontriamo, dopo troppi campari, davanti a una porta chiusa, alle prese con un addio maldestro e poetico: la decisione di abbandonare, dopo anni – secoli? – di sensi di colpa e compassione, di fallimenti e rimpianti, un uomo al quale non crede più. “Mi capita di aspettarlo ancora, azzero per un momento la vastità dei fenomeni incomprensibili ed entro di nuovo lì, dove si poteva credere a tutto e io venivo fermata, risarcita, protetta”. Alla psicoanalisi si sostituisce l’incanto, e poi alcuni incantesimi, piccoli riti magici, scintille astrali, tutto ciò che non ha ancora un nome, fa un po’ di luce, non è divino, ed è per questo indicibile. E infine, al pari di un’iniziazione, l’amore incondizionato per un uomo assurdo, poetico, scostante, la cui ritrosia somiglia a una cura.

 

Maestoso è l’abbandono è un romanzo di de-formazione – scrive così nella nota di copertina l’autrice Viola Di Grado, parlando del libro di Sara Gamberini – la storia di una ragazzina ipersensibile che diventa adulta non attraverso le tappe prosaiche della trama visibile della vita ma attraverso i percorsi segreti del sogno, quelli che scorrono sotto le cose caricandole di simboli e possibilità, trasformandole e salvandole dalla banalità del tempo. In fondo, come sostenevano i cinesi, non esistono passato e futuro, e dunque nemmeno separazione tra ciò che siamo stati da bambini e ciò che siamo e saremo: è solo questione di sguardo”.

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