Giuseppe Catozzella, la trilogia è compiuta

Ottavo incontro di “Libri & Dialoghi”, a cura di Ubik e Assessorato alla Cultura. E tu splendi, straniero, e illumini anche l’altro. Lunedì 2 luglio, ore 19. In Piazza U. Giordano, all’aperto, spazio antistante la libreria

Uno dei migliori scrittori italiani, tradotto nel mondo, presenta il suo nuovo romanzo

“Un inno alla vita”. Parola d’autore, e che autore! Giuseppe Catozzella chiude il cerchio: la Trilogia dell’Altro, come l’ha definita lui stesso, è finalmente compiuta: la Guerra, il Viaggio, l’Approdo. Dopo lo straordinario e pluripremiato Non dirmi che hai paura, romanzo tradotto in tutto il mondo, cui è seguito Il grande futuro, ecco E tu splendi (Feltrinelli, 2018), terzo tassello tematico di questo viaggio narrativo: i migranti sono arrivati in Italia, in un diroccato paesino della Lucania e a scoprirli, nascosti nella torre normanna, è Pietro, il ragazzino protagonista di questo nuovo romanzo. Lunedì 2 luglio, alle ore 19, uno dei migliori scrittori e intellettuali italiani apre il secondo mese del festival diffuso Libri & Dialoghi, incontrando nuovamente il pubblico di Foggia, all’aperto, in Piazza U. Giordano, con questa sua nuova e luminosa prova narrativa. A conversare con Giuseppe Catozzella, il direttore artistico della Ubik, Michele Trecca, e la docente Carla Bonfitto. 

 

E tu splendi (Feltrinelli, marzo 2018; 240 pagine). Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore. Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

 

Giuseppe Catozzella. Nato a Milano, appartenente ad una famiglia di origini meridionali, scrive su numerose testate e ha pubblicato il libro in versi La scimmia scrive e i romanzi Espianti (Transeuropa, 2008), Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014), da cui sono stati tratti molti spettacoli teatrali e un film, Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014; vincitore del premio Strega Giovani 2014; finalista al premio Strega 2014; vincitore del premio Carlo Levi 2015), tradotto in tutto il mondo e da cui è in lavorazione un film, e Il grande futuro (Feltrinelli, 2016). Giuseppe Catozzella è Goodwill Ambassador Onu.

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