Foggia sotto la lente di ingrandimento: il servizio de “Le Iene”

Per l’ennesima volta nel 2020, la città di Foggia finisce nell’occhio del ciclone per i fenomeni di stampo mafioso che quotidianamente la contraddistinguono.
Questa volta, è stata protagonista di un servizio di Gaetano Pecoraro, giornalista de “Le Iene”.

Uno dei reati più diffusi nella nostra città è l’estorsione, elevata fonte redditizia dei tre clan a capo della Società Foggiana: Moretti-Lanza, Sinesi-Francavilla, Trisciuoglio. L’estorsione alle aziende avviene in varie modalità: con il pagamento di una tangente, con l’assunzione di persone affiliate ai clan mafiosi o con l’acquisto di materie prime imposte dagli estortori.

I nomi degli estorti e gli importi pagati mensilmente sono elencati in un’agenda: il “Registro delle Tangenti“.
Foggia risulta essere una città “omertosa”, che paga e non denuncia, per paura di possibili ritorsioni alla propria persona, ai propri familiari o alla propria attività.
Ponendosi nei panni dei commercianti, denuncereste? Apparentemente, può sembrare più semplice pagare e non parlare, non correndo il rischio di subire intimidazioni di vario tipo.


Ma se tutti i commercianti non pagassero, a mio avviso, il fenomeno delle tangenti scomparirebbe. E continuare a sottostare alla criminalità è sinonimo di assenza di crescita economica, che elimina gran parte delle opportunità lavorative ed imprenditoriali.
Di conseguenza, se paghi sei responsabile della cosiddetta “fuga di cervelli” di tutti noi giovani foggiani.

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