Di Francesca Delli Carri
Oltre alla disoccupazione dovuta alla pandemia, in Francia ci sono stati da settembre oltre 35.000 licenziamenti.
Il settore più colpito è quello del commercio, ma ne stanno risentendo anche il settore aeronautico, chimico e industriale.
Il calo di attività ha avuto un impatto su un buon numero di imprese, ma come sempre c’è chi ci marcia: alcune grandi aziende approfittano della situazione generale per licenziare i lavoratori pur non essendo in deficit, nonostante gli aiuti ottenuti dallo Stato.
Il mondo del lavoro si compatta davanti alla crisi che nessuno ha saputo né prevedere né gestire: i lavoratori, pertanto, manifestano spontaneamente con cortei.
È ovvio che il modello economico del capitalismo ha qualcosa che non funziona se pretende di far pagare il conto della pandemia ai lavoratori e in generale alle classi più vulnerabili.