La Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità dell’ergastolo ostativo, pensato dal giudice Falcone e grande ossessione di Totò Riina, -il quale inserirì la sua abolizione nel famoso papello della Trattativa, ndr- in quanto in contrasto con gli articoli 3 e 27 della nostra Costituzione e con l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
COS’È L’ERGASTOLO OSTATIVO? Fu introdotto nell’ordinamento penitenziario italiano all’inizio degli anni Novanta, dopo le stragi nelle quali furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed è regolato dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario.
In base a questo provvedimento, i condannati per reati di particolare gravità, come mafia o terrorismo, non possono essere ammesse ai cosiddetti “benefici penitenziari” e, di conseguenza, l’ergastolo ostativo è anche noto comunemente come “fine pena mai“.
L’ABROGAZIONE. Entro maggio 2022, quindi entro il 30° anniversario della Strage di Capaci, il Parlamento dovrà approvare “gli interventi che tengano conto sia della peculiare natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e delle relative regole penitenziarie, sia della necessità di preservare il valore della collaborazione con la giustizia in questi casi“.
Nel caso in cui le Camere non provvedano a formulare una legge sostitutiva, l’ergastolo ostativo sarà abrogato e molti boss attualmente detenuti, come i fratelli Graviano, potranno tornare in libertà e in cima alle gerarchie criminali territoriali.
L’OPINIONE. Questo il pensiero di Nino di Matteo sul provvedimento della Corte Costituzionale: “Poco alla volta, nel silenzio generale, si stanno realizzando alcuni degli obiettivi principali della campagna stragista del 1992-1994 con lo smantellamento del sistema complessivo di contrasto alle organizzazioni mafiose ideato e voluto da Giovanni Falcone“.