L’ingiustizia subita da Elena

Amavo trascorrere i pomeriggi da mia nonna poiché lì c’era Elena, una ragazza albanese con una famiglia che apparentemente non nascondeva nulla: giocavamo, scherzavamo e ridevamo insieme, parlando del nostro futuro. Le dicevo che avrei voluto tanto inseguire la mia passione, la ginnastica artistica, aprendo magari una palestra tutta mia.

Nei nostri discorsi, però, c’era qualcosa di strano: lei era sempre molto vaga. Mi diceva: “Vorrei tanto fare l’insegnante, chissà se me lo permetteranno”. In quel momento non riuscivo a cogliere appieno la sua frustrazione.

Mi raccontava che, nonostante il suo amore per la scuola, non aveva la possibilità di frequentarla assiduamente per “piccoli problemi in famiglia”. Io la includevo nei miei pomeriggi di studio e, vedendola così interessata, decisi di regalarle il mio libro preferito, “La collezionista di sogni”, che ben presto divenne anche il suo.

Pian piano aveva iniziato a farsi più aperta e mi confessò che i genitori non erano molto d’accordo che mi frequentasse. Aveva iniziato a parlare con loro del voler andare a scuola e di voler condurre una vita come tutte le sue coetanee, ma questo pensiero non era affatto condiviso dalla sua famiglia a tal punto che decisero di trattenerla in casa. Mi preoccupai e decisi di chieder loro se le fosse successo qualcosa ma “tutto andava bene”. Trascorsero 10 giorni e di Elena non c’era traccia: pensai al peggio, finché non citofonò alla porta di mia nonna domandando di me. Ero così entusiasta nel rivederla e sentirla di nuovo ma lei non sorrideva più e non parlava più di sé.

Un giorno al sentire le urla della ragazza provenire dall’interno della casa qualcuno chiamò la polizia che, dopo aver parlato con diverse persone dell’accaduto, decise di ispezionare la casa: Elena era piena di lividi nascosti sotto i vestiti che non mostrava mai e dei quali io non ero a conoscenza. Decisero di portare con loro sia i genitori, sia la ragazza.

Da quel momento, purtroppo, non l’ho più rivista.

Antonella Carla Lepore
Classe 3B Secondaria di I grado I.C. “Carducci-Paolillo” di Cerignola

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