Piste ciclabili a Foggia: quali le criticità?

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Bene lo sforzo del Comune di Foggia per la realizzazione di nuove piste ciclabili e velostazioni, ma su modalità di progettazione, realizzazione e manutenzione c’è delusione da parte dei ciclisti.

Soci e simpatizzanti dell’associazione Cicloamici Foggia, rappresentante locale della Federazione Italiana Ambiente e BIcicletta, hanno appreso con grande sorpresa dell’esito positivo del recente collaudo tecnico a cui è stata sottoposta la pista ciclabile che collega la stazione ferroviaria all’aeroporto Gino Lisa.

C’è da premettere che tutte le opere ciclabili realizzate, o in fase di realizzazione, non hanno mai visto il coinvolgimento dei ciclisti foggiani e delle associazioni che li rappresentano. Tutte le decisioni sono state prese in perfetta solitudine dall’amministrazione Landella, prima, e commissariale dopo, nonostante la disponibilità mostrata in più occasione ed anche depositata tramite PEC al protocollo dell’ente di corso Garibaldi. In questo contesto di assenza di confronto e di collaborazione sono stati realizzati lavori caratterizzati da non pochi errori progettuali o di esecuzione.

Il rifacimento della pista ciclabile di viale Europa, ad esempio, ha prodotto una pista strettissima con pericolosissime intersezioni con la viabilità automobilistica, priva di illuminazione ma, non si capisce bene il motivo, dotata di ben 54 telecamere esattamente puntate su chi transita sulla pista ciclabile. Noi Cicloamici non siamo assolutamente contrari alla presenza di telecamere, ma crediamo che averne puntata una ogni 25 metri sia un eccesso; le si potevano destinare ad un’area più ampia e maggiormente bisognosa di controllo.

Altro esempio degno di nota è la pista ciclabile che collega due stazioni foggiane, ovvero quella di piazza Vittorio Veneto alla piccola stazione “fantasma” del rione Candelaro, sulla linea Foggia-Lucera. La pista in effetti termina in un piazzale ricoperto di breccia e vetri, chiuso da una recinzione che impedisce l’accesso alla stazioncina, mai entrata in funzione e che probabilmente mai entrerà in funzione, visto l’abbandono in cui versa. Come Ciclolamici riteniamo invece che questa seconda stazione possa essere strategica per chi voglia raggiungere Lucera in treno senza dover andare a piazza Vittorio Veneto, con difficoltà di parcheggio, traffico e conseguente inquinamento. c1.jpg c2.jpg c3.jpg c4.jpg c5.jpg c6.jpg c7.jpg c8.jpg

Quanto al tratto che dalla Stazione principale conduce invece all’aeroporto, esso non raggiunge mai la larghezza prescritta, per legge, di 2,5 metri, attestandosi invece tra i 2 ed i 2,2 metri.

A parte la larghezza, saltano poi agli occhi alcuni errori progettuali, come il costante allagamento di alcuni tratti nei pressi del Tiro a segno Nazionale, l’improvvisa interruzione, per circa 200 metri all’altezza dello svincolo per Candela, in cui la pista lascia il posto ad un tratto brecciato con buche e tombini che recano grave pericolo ai ciclisti. A questi problemi si aggiungono quelli dell’uso di una vernice che, già qualche giorno dopo la sua posa, si è dimostrata evanescente, soprattutto negli incroci più pericolosi, e la totale mancanza di manutenzione, che ha prodotto il sollevamento di alcune lastre di marciapiede nel tratto iniziale di Corso Roma ed il pericoloso disallineamento di alcuni separatori in cemento. Naturalmente il problema della vernice “evanescente” non riguarda solo le piste ciclabili, come sanno bene i pedoni e gli automobilisti foggiani…

E’ poi recentissima la notizia di un ulteriore importante finanziamento ottenuto dal Comune per la realizzazione di una nuova pista ciclabile che interesserà l’area circostante viale Giotto, che speriamo non subisca i medesimi errori progettuali ed esecutivi delle piste ciclabili appena menzionate. Oltre alle piste, questo progetto prevede la realizzazione di due velostazioni ed anche questa sarebbe, per noi ciclisti, un’ottima notizia, se non fosse che da quasi 5 anni la velostazione realizzata nel terminal della stazione ferroviaria versa in totale stato di abbandono e c’è quindi da temere che anche le due nuove possano essere destinate alla stessa sorte.

I Ciclamici auspicano pertanto di poter essere coinvolti seriamente nei futuri processi decisionali, così come prescritto nei bandi, e rinnoveranno la disponibilità a collaborare con un’ulteriore PEC che si spera non rimarrà inascoltata come tutte quelle precedentemente inviate.

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