Nella mente dei Potenti

“Ha detto: comprerò questo posto e lo brucerò

Lo seppellirò sei piedi sotto terra.

Ha detto: comprerò questo posto e lo guarderò cadere…

Stammi accanto, fra queste mura che crollano.”

Un momento di follia, un attimo di delirio, e il mondo brucia, si sgretola fra le mani dei Potenti della Guerra. Questa Guerra che nessuno vuole, che tutti temono.

Ma cosa succede nella mente di questi sanguinari Leader, che ci guardano cadere a ogni loro distruttivo passo? Chi è davvero responsabile di tutto questo delirio di conquista e morte?

Siamo tutti coinvolti, tutti colpevoli. Nessuno oggi si senta assolto. Ognuno di noi è in guerra costante con il prossimo, con l’Altro dai noi. Amiamo praticare l’odio, proviamo un gusto perverso nel vedere gli altri esseri umani soffrire. Litigi, polemiche, violenze. È tutto ciò che ogni giorno ci riguarda e da cui mai riusciamo a distaccarci.

E allora cosa fanno questi Potenti se non realizzare più in grande e in maniera più terribile ciò che è insito nella nostra natura?

Oggi siamo tutti contro questo vento di distruzione che, ad ogni modo, percepiamo lontano. L’Ucraina è un altrove, ma non ha nulla di diverso dalle nostre case, dai luoghi che abitualmente frequentiamo. E la guerra non è il male di pochi, è il nostro personalissimo e profondo male, che si trova ben radicato nel nostro animo.

L’essere umano, che strana creatura, dall’insondabile “logos”, come diceva Eraclito. Eppure questo oscuro senso che sembra trascenderci, ci connota e ci rende malvagi nella più banale quotidianità.

Non è un attimo di follia, bensì una condotta tipicamente umana, troppo umana. Bruciamo le nostre case, sgretoliamo l’animo di chi ci circonda e ne proviamo piacere, ne traiamo godimento.

Siamo in guerra da sempre. Sempre armati, sempre assetati di devastazione.

E sebbene oggi sia l’Ucraina sotto assedio, da secoli stiamo assediando i posti a noi più familiari.

Le contraddizioni di coloro che ci guidano, sono le nostre contraddizioni. I discorsi ipocriti dei nostri Leader, sono le nostre bieche ipocrisie.

Chi biasimare in queste ore drammatiche per ciò che avviene? Non è lontano il colpevole. Si trova riflesso davanti a noi, fra le luci e le ombre dei nostri specchi.

Siamo condannati a distruggerci fino alla fine dei tempi? Chi può dirlo! Siamo la mano che appicca l’incendio e l’acqua che lo spegne. E se l’odio è un attimo, il bene che possiamo opporvi richiede tanta fatica, tanta volontà, un impegno enorme.

Guardiamo i volti dei bambini in lacrime, di uomini e donne nella totale disperazione delle loro case che crollano rovinosamente e scegliamo, una volta per tutte, da che parte stare.

Questa nostra nostra scelta, lei sola, potrà fare la differenza.

“Vediamoci su quella strada,

lì dove ti ho detto.

Tutta colpa di un momento di follia”.

  • Coldplay, “A Rush of Blood to the Head”

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