Yousafzai Malala: Il messaggio arrivato a noi che sembriamo così distanti da un mondo parallelo

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E’ successo proprio due giorni fa! Giorno 23 marzo dell’odierno anno, in Afghanistan i Talebani hanno nuovamente chiuso le scuole femminili.

Sin da subito le acque erano calde, e i pensieri erano vasti…sino al citare Yousafzai Malala. La lotta di Yousfzai Malala torna sin da subito nelle menti dei più attenti lettori, una lotta per la libertà e l’istruzione di tutte le donne.

Sembra che la storia non abbia insegnato niente, sembra che l’uomo ricada sempre negli stessi errori. Ormai, sono passati ben 10 anni dalle ore 12:00 del 9 ottobre 2012, quando un proiettile cambia la vita di una normalissima dodicenne. La sua unica colpa era quella di vivere in un Paese senza nessun tipo di libertà, un Paese dove se si nasceva donna si era condannati ad una vita segregata. La ragazza non ha mai fatto richieste complesse, una sola cosa chiedeva al mondo attorno a sé, poter studiare, poter conoscere e poter pensare liberamente!…a noi, tante di queste richieste possono sembrare banali, assolutamente non pretenziose…ma è proprio da qui che possiamo notare che nonostante ci troviamo nello stesso emisfero, a ‘relativamente poca’ distanza, il modo di vivere e di pensare è ben diverso da quello a cui siamo abituati noi.

Malala nel suo libro, ci trasporta nella sua vita con tutti e cinque i nostri sensi, con parole profonde ci fa immergere nel suo Paese, nel suo Pakistan.

E’ stata quasi uccisa, ma nonostante fosse in fin di vita, nonostante non sapeva in quel momento se avrebbe rivisto la sua famiglia e il suo Paese…non ha mai avuto parole scortesi verso colui che ha premuto quel grilletto. Non ha mai insultato nessun talebano, il suo pensiero è sempre rivolto all’istruzione. Queste le sue parole: ‘Non hanno potuto conoscere altro, ecco perché si abbassano a questo.’ La ricordiamo così: ‘Sedermi a scuole e leggere i libri è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala, il mio mondo è cambiato, ma io no!’

Le viene inoltre assegnato Il Premio Nobel per la Pace, la sua storia è arrivata alle giovani menti, è stata ascoltata, compresa e studiata, ma sicuramente non da tutti! Malala sta continuando la sua lotta, e certamente tornerà a farsi sentire in Afghanistan!

Un grande grazie a colei che mi ha fatto conoscere Yousafzai Malala e la sua storia, grazie Sara!

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