A Leggo QuINDI Sono, la storia di una faina. Vedi alla voce “esordi sorprendenti”

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Il quinto appuntamento annuale della VII edizione del premio “Le giovani parole”

Bernardo Zannoni protagonista nel nuovo giro di incontri a scuola e in Biblioteca Giovedì 28 e venerdì 29 aprile, l’autore venticinquenne con “I miei stupidi intenti”

Esordire a venticinque anni con una delle migliori case editrici italiane, raccontando un mondo attraverso una narrazione che qualcuno ha definito “in stato di grazia” (Marco Missiroli, per l’esattezza, tra i più importanti autori italiani). È quanto accaduto a Bernardo Zannoni da Sarzana, Liguria, autore del romanzo dal titolo I miei stupidi intenti (Sellerio, 2021), ultimo libro in concorso per Leggo Quindi Sono premio Le giovani parole 2022. Giovedì 28 e venerdì 29 aprile, il giovanissimo scrittore incontra i suoi “quasi” coetanei nelle scuole di Capitanata, rispettivamente ospite del G.T. Giordani di Monte Sant’Angelo (ore 9.30, auditorium ”Peppino Prencipe” del polo culturale delle Clarisse) e, l’indomani, del “P. Giannone” di San Marco in Lamis (ore 11.15). Nel pomeriggio del 28 aprile poi, alle ore 18, Bernardo Zannoni presenta il suo libro alla città di Foggia, nella Sala Narrativa della Biblioteca La Magna Capitana, nel consueto appuntamento aperto a tutti. La manifestazione, patrocinata da Comune e Ufficio Scolastico Provinciale,è organizzata da Ubik, Biblioteca e Fondazione Monti Uniti.

I miei stupidi intenti (Sellerio, 2021). Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne. I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.

Bernardo Zannoni. Nato nel 1995, vive a Sarzana. I miei stupidi intenti (Sellerio 2021) è il suo primo romanzo, già finalista in diversi premi letterari nazionali.

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