Nel pomeriggio del 23 maggio 2025, attorno raggio spaziale limitrofo a Piazza XX settembre, a Foggia, un motociclista ha impedito a due circolari ATAF(di cui, una era una corsa scolastica, e l’altra la numero 20) di proseguire il proprio sentiero.
Dato che le circolari erano ferme nell’attesa di far salire a bordo e calare gli occasionali passeggeri, ed erano a pochi decametri di distanza, fu la moto parcheggiata in maniera errata e lo spessore esiguo della strada a generare un traffico dietro le due circolari preoccupante. Quando i veicoli chiusero le porte e si avviarono verso la prossima fermata, la moto giacque tra le due facciate quadrate dei mezzi parallelepipedi.
Dall’interno delle circolari, data l’ora approssimativa delle 13:30 e quindi il trasporto interno di studenti, la situazione era affrontata con indifferenza da parte dei passeggeri meno attenti e con grave preoccupazione dagli altri. Gli autisti, invece, si limitarono ad un volto rassegnato, ma soprattutto deluso.
Dopo un intervallo di tempo pari a cinque minuti sembrati un’eternità, il motociclista ha spostato il veicolo e permesso finalmente il flusso stradale.
Detto questo, tali eventi ormai a Foggia non sono una novità, ma è interessante osservare l’opinione degli autisti ATAF quando certi dispiaceri accadono. Si evince da loro la preoccupazione per i giorni a venire. «Tra qualche giorno, quando farà più caldo, ti lascio solo immaginare la Babilonia che si scatenerà dalla presenza dei monopattini elettrici! Non farmici nemmeno pensare.» A, dice uno di loro.
Vogliamo preservare la sanità mentale degli autisti ed evitare la possibilità di incidenti stradali. Anche se il senno linguistico è importante, non è l’unico di nostra priorità. Abbiamo cura delle nostre strade e di chi le percorre ogni giorno.
A: ovviamente, non è usanza di alcuni foggiani parlare italiano sul posto di lavoro, perciò quello scritto sopra è un adattamento dal foggiano all’italiano.