Ubisoft cancella il nuovo Assassin’s Creed ambientato nella guerra civile americana: Un’occasione mancata o una scelta giusta?

Ubisoft ha deciso di cancellare il progetto di Assassin’s Creed ambientato negli Stati Uniti durante la guerra civile, un titolo che avrebbe potuto rappresentare una delle svolte più interessanti nella storia della saga.

Secondo voci interne, il gioco avrebbe seguito la storia di un ex schiavo afroamericano che, dopo la fine del conflitto, si univa alla Confraternita degli Assassini per combattere le ingiustizie e l’odio razziale del “Ku Klux Klan” nel Sud postbellico.

L’idea era buona: un’ambientazione mai esplorata a fondo nei videogiochi, con temi delicati come la schiavitù, la ricostruzione americana e la nascita dei diritti civili.

Tuttavia, il progetto sarebbe stato interrotto per motivi economici e strategici.

Da una parte, molti fan comprendono la decisione di Ubisoft, dall’altra non mancano le critiche:

Per alcuni, la cancellazione rappresenta un’occasione mancata per dare spazio a una storia diversa, capace di affrontare il razzismo e la memoria storica americana attraverso un altro videogioco

Al momento Ubisoft non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul futuro del progetto né su eventuali piani per riutilizzare l’ambientazione o la trama.

Tuttavia, I videogiochi devono evitare i temi scomodi o affrontarli con coraggio?

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