Il Centrosinistra si impone nel Sud, mentre il Centrodestra si assicura il controllo del Nord: le Regionali 2025 tracciano una mappa politica piuttosto stabile… ma c’è un campanello d’allarme: l’astensionismo.
Durante il lungo turno elettorale regionale di fine novembre 2025, il centrosinistra rafforza la sua presenza nel Mezzogiorno, mentre il centrodestra consolida il suo potere al Nord. Tuttavia, la vera notizia è il forte calo della partecipazione, che solleva preoccupazioni sulla salute della democrazia locale.
I risultati: tre regioni, tre conferme
• Puglia: Antonio Decaro (sostenuto da una coalizione di centrosinistra) ottiene una vittoria netta, con proiezioni che indicano una percentuale molto significativa.
• Campania: Roberto Fico (M5S, con il supporto del centrosinistra) conquista la regione.
• Veneto: Alberto Stefani, sostenuto dal centrodestra, vince con un ampio margine secondo le proiezioni.
Questi risultati mantengono quindi lo status quo regionale: il centrosinistra continua a dominare in Puglia e Campania, mentre il Veneto rimane una roccaforte del centrodestra.
Crolla l’affluenza: il vero terremoto elettorale
Mentre i vincitori festeggiano, i dati sull’affluenza lanciano un chiaro segnale di allerta. Nelle tre regioni al voto, meno della metà degli elettori si è recata ai seggi:
• Puglia: 41,83% di partecipazione, con un calo di oltre 14 punti rispetto al 2020.
• Campania: circa 44,06%, undici punti in meno rispetto alle precedenti regionali.
• Veneto: 44,6%, un calo di 16,5 punti rispetto al 2020.
In media, l’affluenza è scesa al 43,64%, un dato che suscita non poche preoccupazioni. Secondo alcuni esponenti, come il deputato PD Federico Fornaro, una bassa partecipazione elettorale “indebolis”.