Un saggio intenso e attuale sul significato universale della memoria della Shoah nel mondo contemporaneo
Dialogherà con l’autrice Enrico Infante, Procuratore Capo della Repubblica di Foggia
Mercoledì 22 aprile, alle ore 18.30, presso la Sala “Rosa del Vento” (via Arpi 152), nuovo appuntamento con la rassegna culturale “Letture disVelate. Viaggio nel pensiero letterario femminile”, promossa dalla Fondazione dei Monti Uniti in collaborazione con la libreria Ubik di Foggia.
Protagonista dell’incontro sarà Anna Foa, storica tra le più autorevoli nel panorama italiano, che presenterà il suo nuovo libro “Mai più” (Editori Laterza), un saggio intenso e attuale che interroga il significato universale della memoria della Shoah nel mondo contemporaneo.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Filippo Santigliano, presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, e di Don Bruno D’Emilio, in rappresentanza dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. L’introduzione sarà affidata a Rosa Cicolella, vicepresidente dell’Organo di Indirizzo della Fondazione.
Dialogheranno con l’autrice Enrico Infante, Procuratore Capo della Repubblica di Foggia e componente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, e Valentina Lucianetti, avvocato e componente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. A moderare l’incontro sarà la giornalista Antonella Soccio, de L’Immediato e L’Edicola del Sud.
Anna Foa, studiosa dell’età moderna, della storia dell’Inquisizione, della caccia alle streghe e della storia degli ebrei in Europa e in Italia, ha dedicato la sua attività di ricerca al valore della memoria storica, con particolare attenzione alla Shoah. Ha insegnato Storia moderna presso l’Università La Sapienza di Roma ed è autrice di numerosi saggi pubblicati con importanti case editrici come Il Mulino e Laterza. Nel 2024 ha pubblicato Il suicidio di Israele, vincitore nel 2025 del Premio De Sanctis e della prima edizione del Premio Strega Saggistica.
Nel suo nuovo libro “Mai più”, Foa affronta una domanda cruciale: a chi è rivolto oggi quel “mai più” pronunciato dopo la Shoah? Solo al popolo ebraico o all’intera umanità? In un tempo segnato da conflitti e divisioni, l’autrice riflette sul significato contemporaneo di genocidio, sul rapporto tra memoria e attualità e sul rischio di un uso distorto delle categorie storiche. Con rigore e sensibilità, distingue tra antisemitismo e critica politica, restituendo alla memoria il suo valore più profondo: quello di essere un monito universale a difesa di ogni vita umana.