Lo sport e i suoi frutti

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La settimana scorsa si è tenuto a Modena il campionato nazionale di karatè e vi ha partecipato un alunno del nostro istituto, Guido lo Storto.

-Quali sono state le tue emozioni durante la gara?

“Io ho fatto molte gare da quando ho iniziato e le emozioni che si provano sono indescrivibili, come quelle provate anche a Modena. Inoltre, essere ripagati con un terzo posto nazionale scatena emozioni ancora più grandi.”

-Come e quando hai iniziato questo sport?

“Ho iniziato questo sport dall’età di 8 anni e da allora non ho lasciato più. Sono migliorato dal punto di vista fisico ma anche da quello psicologico… molte cose le ho imparate grazie al karatè.”

-Perché hai iniziato?

“Fin da bambino vedevo cartoni animati dove i personaggi combattevano e film di arti marziali, soprattutto quelli del famoso Bruce Lee e così iniziai.”

-Come ti trovi nella tua squadra e con il tuo allenatore?

“Devo dire che mi trovo molto bene, i miei compagni sono fantastici non solo nell’ambito del karatè ma anche fuori dello sport. Devo tutto al mio maestro e molto probabilmente ora non sarei quello che sono oggi. Il mio maestro Sante Novelli è come un secondo padre.”

-Quali sono state le altre vincite?

“Come ho già detto prima ho fatto varie gare è una che si è svolta a Vieste ad agosto che si chiamava La coppa del Sud, in cui ho realizzato un secondo posto. Ho avuto altrettante vittorie anche da bambino.”

-Quanto tempo dedichi per allenarti?

“Vado alla palestra di karatè 2 o 3 volte a settimana da tre ore l’una, in prossimità di una gara si può arrivare anche a 4 giorni a settimana, nei giorni liberi mi alleno da solo correndo e svolgendo esercizi propedeutici al karatè.”

-Chi è il tuo idolo?

“Ho solo un idolo ovvero Bruce Lee come ho già detto prima sono stato sempre appassionato dai suoi film, nonostante lui abbia praticato altre arti marziali e non il karatè. Per me è stato sempre l’unico idolo.”

-Quali obbiettivi hai per il futuro?

“Per il futuro cercherò di diventare un karateka professionista e di migliorarmi sempre di più, perché il karatè prima di essere uno sport è una disciplina e non insegna solo a vincere una gara, ma anche a migliorare ed esprimere se stessi.”

-Ha concluso dicendo:

“Vorrei ringraziare oltre il mio maestro anche i miei genitori che mi hanno sostenuto nella pratica di questo sport.”

 

 

 

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