Ready Player One è il film che piace ma non innova

Spielberg non si smentisce, gli anni passano ma i suoi film rimangono irrimediabilmente dei piacevolissimi blockbuster di prima categoria nonostante gli innumerevoli cliché e banalità di cui sono pieni; infatti Ready Player One, in sala ufficialmente dal 28 di questo mese, è una pellicola la quale senza realtà virtuale ed effetti speciali potrebbe benissimo appartenere ai famosissimi anni ’80, abbiamo il classico ragazzo nerd che diventerà l’eroe del mondo, la ragazza spavalda e coraggiosa ma che in quanto ragazza rimane sensibile ed emotiva e in fine il classico gruppetto di amici dell’eroe che insieme salveranno tutti e tutto, insomma una trama che già conosciamo, ma che non disturba anzi, in un XXI secolo cinematografico dove i protagonisti e le storie diventano sempre più insolite un po’ di banalità e cliché è proprio quello che lo spettatore vuole vedere, difatti RPO gioca proprio sulla nostalgia e sulla bellezza del vedere cult cinematografici, letterari e videoludici sul grande schermo con una veste tutta nuova, opere con cui siamo tutti cresciuti, un film preferito, un videogioco di cui abbiamo bruciato la cartuccia per le troppe volte che l’abbiamo giocato o un libro con le pagine rovinate per le troppe letture, ecco, il nuovo film di Spielberg è tutto questo, il motivo per cui verrà acclamato dalla critica e dal pubblico non sarà la storia ma la capacità di portare chiunque lo veda nel fantastico mondo della cultura pop.

Ad una prima impressione Ready Player One è un film di nicchia, dedicato solo a chi conosce il mondo dei videogiochi ma nel continuare la visione capisci come Steven Spielberg abbia creato l’ennesimo prodotto adatto a tutti usando una moltitudine di elementi provenienti praticamente da ogni arte umana; con tutta probabilità ci troviamo di fronte al nuovo cult del regista.

In conclusione il film è piacevole e scorrevole nonostante le oltre 2 ore di proiezione, in più è un vero piacere per gli occhi non solo per gli esuberanti ma mai troppi effetti speciali ma anche per gli innumerevoli riferimenti a libri, film e videogiochi che la pellicola ci regala, la banalità della trama in tutto ciò passa del tutto inosservata.

VOTO: 8

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