
Nessun intento auto celebrativo, figuriamoci, lui che si è dimostrato un implacabile destabilizzatore del suo mito, fino a rendere irriconoscibili i suoi brani, senza troppo curarsi della qualità delle performance, qualche volta eseguite da dietro una tastiera. Stiamo parlando di lui, del Premio Nobel per le Pace Bob Dylan che dopo trent’anni continua le sue tournée per il mondo, ora approda in Italia con diverse date nelle più importanti città. Bob Dylan, nome d’arte di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore, compositore e chitarrista statunitense . Nella sua lunga carriera è stato ed è tuttora anche uno scrittore, poeta, pittore, attore e conduttore radiofonico e rappresenta una delle più importanti figure nella musica degli ultimi cinquant’anni. La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movement, il movimento di protesta americano. Canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’ sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili. I testi delle sue prime canzoni affrontano temi politici, sociali e filosofici, e risentono di influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo. Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come folk, country/blues, gospel, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ed anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese. Assimilabile agli artisti di genere burlesque, Dylan si esibisce suonando chitarra, tastiera e armonica a bocca. I concerti di questo tour si articolano in una ventina di canzoni che pescano in un repertorio sconfinato e in parte giustamente leggendario, come ha sempre fatto Dylan continuando per la sua strada, nonostante abbia vinto un Nobel e l’abbia ritirato solo quando andò in concerto a Stoccolma.Lui e la sua band (con il fedele Tony Garnier al basso, Charlie Sexton e Stu Kimball alla chitarra, Don Herron alla pedal steel guitar e violino e George Receli alla batteria) seguono un loro discorso, poco importa se in qualche occasione l’atmosfera sia un po’ sgangherata e il mito, che il 24 maggio compirà 77 anni, sempre più segnato dal tempo, è avvolto in un’ aura di indifferente distanza.