Da molto, ma in particolare negli ultimi tempi si è sentito parlare in maniera preoccupante di riscaldamento globale e dei problemi che esso provoca.
Negli ultimi cinquant’anni i disastri naturali si sono moltiplicati. Per essere più concreti un evento del genere nel 1970 causava circa 500 milioni di dollari di danni, nel 2010 si è arrivati a 10 miliardi e il valore di oggi è ancora in crescita.
Senza parlare troppo dei disastri naturali in maniera generica, soffermiamoci brevemente su alcune problematiche come ad esempio sull’eccessivo consumo di plastica che inquina i nostri mari.
La plastica che consumiamo sta causando molti problemi nei mari e di conseguenza anche tra gli uomini con il diffondersi di malattie, la si potrebbe riciclare.
Nella nostra scuola, proprio in questi giorni, hanno provveduto a sistemare in ogni aula dei contenitori per la raccolta differenziata. Ma grandi progetti per sensibilizzarci a questo sono stati svolti anche venti anni fa e da sempre tutti gli insegnanti, ognuno per la propria disciplina, ce ne parla, ne discutiamo e ci sforziamo di rispettare i suggerimenti.
Nelle nostre case possiamo cominciare ad usare meno la plastica monouso sostituendola con vetro.
Possiamo anche, e soprattutto, sprecare meno l’acqua potabile che è un bene prezioso riutilizzando, ad esempio, l’acqua di scarico della lavatrice per la tazza del wc.
Nelle coltivazioni dei campi possiamo evitare di usare pesticidi per non inquinare l’ambiente in generale e le falde acquifere in particolare, utilizzando concimi naturali o ricorrendo all’aiuto di altri insetti “utili” che si cibino delle larve di quelli dannosi.
Le industrie potrebbero, tutte, dotarsi di impianti non inquinanti per non immettere gas nocivi nell’aria.
Ma sappiamo dai giornali, dalle riviste specializzate, dalle notizie del Telegiornali nazionali, regionali, locali, quanto è penoso questo argomento perché i “grandi” della Terra non arrivano mai ad accordi che rispettino, poi, in pieno ed in maniera coerente.
Da anni qualcosa si è fatto, qualcosa si sta facendo., ma è ancora poca cosa. Dobbiamo impegnarci di più per salvare il mondo!
Le soluzioni esistono, bisogna solo metterle in atto. La gente comune è pronta, noi giovanissimi siamo pronti ad impegnarci, a lottare. Aspettiamo, arrabbiati, ma anche fiduciosi che i grandi della politica, dell’economia facciano qualcosa di concreto e lo facciano in fretta.
IL MONDO NON PUO’ASPETTARE. NON ESISTE UN ALTRO PIANETA TERRA, BISOGNA AGIRE.
“NON RUBATECI IL FUTURO”