Ogni giorno, con i nostri comportamenti irrispettosi, provochiamo danni irreparabili all’ambiente del nostro meraviglioso Pianeta. Nei nostri mari vengono gettate tonnellate di plastica, un materiale tanto pratico e innovativo, quanto nocivo per la natura. Essa impiega centinaia di anni per decomporsi e viene ingerita da gabbiani, tartarughe, pesci ed altri abitanti del mare, finendo sulle nostre tavole. Esiste addirittura un’isola di plastica nel Mar dei Caraibi grande circa 8 km², pericolosissima per l’uomo e per l’intero ecosistema. Ciò accade perché solo il 20% della plastica viene riciclato, l’altra percentuale viene buttata in mare e, se continuiamo così, nel 2050 la quantità di questo materiale negli oceani sarà maggiore di quella dei pesci. Ma come possiamo intervenire per fermare questa catastrofe? Sarebbero necessari l’impegno e la collaborazione di tutti: delle istituzioni, delle aziende e di noi cittadini. Le istituzioni dovrebbero promuovere la raccolta differenziata, le aziende evitare gli imballaggi in plastica e noi cittadini dovremmo iniziare a ridurre l’utilizzo di questo materiale. Ad esempio, potremmo sostituire le bottigliette di plastica con quelle riutilizzabili, scegliere prodotti che non contengano microplastiche e usare sacchetti di tela per fare la spesa. Dovremmo RICICLARE E RIUTILIZZARE.
Con l’impegno di Greta Thunberg e i suoi “Fridays for future”, forse la popolazione mondiale sta iniziando a capire che bisogna cambiare atteggiamento ed avere una coscienza ambientale.
Tutti noi abbiamo il dovere di salvare la Terra, prima che essa soffochi schiacciata dai rifiuti e dalla nostra indifferenza: siamo ancora in tempo per tramandare le bellezze di questo Pianeta alle generazioni future.
Gli alunni della classe 3 A – Scuola Media “G. Bovio”