Il Natale e i suoi ricordi…

Il Natale per molte persone, soprattutto per i bambini, è uno dei periodi più belli dell’anno, non è solo una festa, è uno stato d’animo che riempie tutti di gioia e come per magia, si è più felici. Per tradizione e per volontà si sta insieme alle persone che si amano e con cui si vorrebbe passare più tempo ed è anche il periodo degli scambi dei doni e delle tradizioni religiose e familiari, che si rinforzano ogni anno. Infatti ci si appresta, quasi un mese prima, nelle case, a preparare gli addobbi e i dolci natalizi, tutti insieme in armonia.
Purtroppo, però, il Natale non rievoca solo bei ricordi ma, a volte, anche ricordi bruttissimi, e bisogna mettere in conto anche quelli perché, che si voglia o no, fanno parte della vita e durante questo periodo magico affiorano più prepotenti.
Sembrerà banale dirlo, forse lo è, ma il Natale è per me davvero un periodo magico. La magia natalizia è unica nel suo genere. Le persone tendono ad avere un comportamento migliore nei confronti degli altri, lo stress del lavoro o dello studio a scuola si sopporta meglio e, soprattutto, molti tornano ad essere come bambini spensierati. Questo non può che essere un bene per tutta l’umanità, che oggi avrebbe bisogno di un “Natale perpetuo”, cioè che la gente si comportasse come se fosse sempre Natale. Se così accadesse, saremmo sicuramente in un mondo migliore rispetto a quello nel quale viviamo. Purtroppo Natale non è solamente scambio di doni e scambio di baci e abbracci o la rimpatriata con i parenti che vivono lontani, il Natale è molto di più. Non bisogna mai dimenticare che ci sono migliaia e migliaia di persone senza tetto che non sanno dove andare, che non troveranno qualcosa sotto l’albero, anzi non hanno nemmeno l’albero. Il Natale è anche questo, condivisione con i poveri, fare del bene. Ed è questo il Natale che io e la mia famiglia scegliamo di vivere. Ogni anno infatti prepariamo tantissimi regalini per i bambini meno fortunati, li scegliamo con cura, non a caso, cercando di assecondare i loro bisogni o i loro desideri. Ogni giorno compriamo qualcosa in più al supermercato per preparare delle buste di spesa, dolci e prepariamo anche qualche vestitino nuovo per loro, o penne, matite, quaderni da offrire per la scuola. Con mio padre poi prepariamo e organizziamo spettacoli e mercatini di beneficenza per tutto il periodo natalizio, che rendono molto felici le persone della parrocchia. Un Babbo Natale speciale insomma per  chi non ha la fortuna di avere un padre o una madre o per le persone adulte senza amici, senza affetti per un motivo o per un altro, che donerà gioia e serenità anche solo per una notte. C’è chi ha dedicato tutto al proprio lavoro e a Natale si rende conto che ha sbagliato tutto, perché il lavoro non vale un’esistenza vissuta ai margini della società, un’esistenza votata solamente al sacrificio degli affetti. Perché è meglio essere degli umili muratori e avere una famiglia felice e degli amici con cui uscire dopo una dura giornata di lavoro, che essere persone di successo, ma non avere nessuno con cui condividere le gioie straordinarie della vita ed essere, di conseguenza, delle persone tristi che il giorno di Natale vanno a dormire presto perché non hanno nessuno con cui condividerlo. Ci sono persone che sono tristi che con il Natale diventano ancora più tristi, bisognerebbe dedicare un po’ del proprio tempo a loro, in modo da strappar loro  un sorriso e rendere meno pesante la loro situazione. Lamagia natalizia permette anche di perdonare. Portare rancore è sbagliato perché la vita è breve e va vissuta al meglio, bisogna ricordare che il presente e le cose importanti non vanno mai rimandate, bisogna agire subito per non avere rimpianti. Ecco, anche in questo il Natale ci viene in aiuto. Viva il Natale, questo è il mio pensiero e credo sia l’idea di tantissime altre persone.  Magari alcuni amano il Natale perché permette loro di non andare a scuola, altri lo amano perché ricevono regali, altri perché non devono andare a lavorare, poi c’è chi lo ama per motivi più belli e nobili per esempio c’è chi lo ama perché può vedere gli zii e i cugini che non vede da molto tempo perché vivono in un’altra nazione, poi ci sono i papà separatiche vedono i figli dopo tantissimi mesi, i malati che non hanno certezza di guarigione e tanto altro. Tutto questo è frutto della grande potenza del Natale, la magia e l’illusione, ma soprattutto la Speranza che, almeno per un periodo, le cose siano speciali per tutti.

CRISTIAN DE FILIPPO classe III H

SCUOLA MEDIA “ G. BOVIO “ FOGGIA

PROF. VALENTINA AQUILANO

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