Intervista all’autrice Marinella Savino

Marinella Savino autrice del libro La sartoria di via chiatamone ha presentato il 23 gennaio 2020 il suo libro nell’Istituto Blaise Pascal.
Molte sono state le curiosità e le domande poste all’autrice e sono riportate qui sotto.
•Come mai ha deciso di scrivere questo libro?
“Ho deciso di scrivere questo libro sulla guerra perché é un ricordo di famiglia. Ho scelto questo periodo perché mi sembrava quello più pregnante degli accadimenti della mia famiglia. L’ho fatto per mantenere vivo tutto quello che mi è stato raccontato e siccome ho tanti ricordi nel cassetto, ho deciso di condividerli con voi. Ho perso mia nonna all’età di 5 anni però tutti i racconti della guerra mi sono stati trasmessi da mio padre.”

• Quando è stato pubblicato il libro, ha avuto paura di che cosa avessero potuto pensare le persone quando avrebbero letto il suo libro?
” Sinceramente non mi interessa mai di quello che pensano le persone, soprattutto quando scrivo, perché io faccio quello che ritengo sia giusto fare. Se dovessi scrivere basandomi su quello che pensano gli altri, diverrebbe molto faticoso, come un lavoro, e non più una passione. Se bisognasse fare qualcosa basandosi su ciò che gli altri potrebbero dire o fare, allora a questo punto nessuno dovrebbe più fare niente. Quindi quando scrivo, scrivo quello che penso e che ritengo adeguato e soprattutto lo faccio non pensando a ciò che possano pensare gli altri.”

•Pensa che trattare il tema della guerra nel suo
libro, possa aiutare i ragazzi?
” Assolutamente si. Anzi quando ho finto di scrivere il libro e l’ho riletto completato, mi sono detta che era un libro di facile lettura e nello stesso tempo anche accattivante perché la lettura deve essere accattivante altrimenti sarebbe noiosa per chiunque. Ho pensato che fosse qualcosa che si potesse leggere con importanza ma in modo leggero. Il mio intento è raccontare una storia di guerra facendo vedere sia la parte triste che allegra. Proprio per questo motivo ho inserito anche battute e cose che fanno ridere. Anche se raccontano una cosa importante, lo fanno con il sorriso”.

È stato un vero piacere porre queste domande all’autrice perché ha risposto con grande entusiasmo e tanta passione, attirando l’attenzione e l’interesse di chiunque la stesse ascoltando.

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