Coronavirus: nelle chiese di Foggia viene interrotto il segno della pace.
La richiesta è dell’arcivescovo Mons. Pelvi che si rivolge a sacerdoti e cappellani chiedendo collaborazione.
È l’effetto dell’emergenza Coronavirus.
Nella capitanata l’emergenza sanitaria COVID-19 non risparmia nemmeno la fede.
I casi di quest’ultimi giorni hanno spinto l’arcivescovo dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino, Mons. Vincenzo Pelvi, a disporre di non organizzare in questo periodo gite di pellegrinaggi di qualsiasi genere, di evitare lo scambio della pace durante le celebrazioni eucaristiche e di ricevere la Comunione sulla mano.
“Sia tolta anche l’acqua lustrale dalle acquasantiere presenti nelle chiese” precisa.
Quanto è stato disposto non mira a creare alcun tipo di allarmismo, ma solo prudenza nei confronti di tutta la comunità.
Assumere un atteggiamento di collaborazione nei confronti di coloro che hanno la responsabilità della salute pubblica.
La decisione arriva dopo il comunicato ufficiale della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana – che oltre all’impegno della preghiera e di realismo per ridare fiducia e speranza alla gente, ha espresso “piena collaborazione con le competenti autorità dello Stato e delle Regioni per contenere il rischio epidemico: la disponibilità al riguardo, intende essere massima, nella ricezione delle disposizioni emanate“.
Il Consiglio dei Ministri aveva dato disposizioni categoriche in materia, sospendendo manifestazioni ed eventi, anche di carattere religioso e i viaggi d’istruzione.