L’ignoranza contagia più del Coronavirus

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Da più di un mese l’intera comunità mondiale, la scena politica, istituzionale e soprattutto economica sono impegnate nell’affrontare una problematica che, strano a dirsi, tutti sembrano temere mettendo in secondo piano le insormontabili questioni su cui si dibatteva precedentemente. Si parla, come è ovvio in questo periodo, del Coronavirus, tecnicamente conosciuto come CODIV-19.

Del resto Fiorello lo aveva detto durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo, “che fine hanno fatto Salvini, Di Maio […]” messi del tutto in secondo piano dal Festival in quel contesto, ed ora si potrebbe fare la stessa affermazione con l’emergenza di cui si discute in questo articolo.

Ma non è tanto il virus la reale emergenza, quanto la vera e propria ondata di miti e teorie che vi circolano attorno, creando un’isteria totale ed incrementando la psicosi, di cui tanto si discute.

Tra le varie teorie una di quelle più diffuse è la teoria del complottismo, per la quale sarebbe tutto un piano degli USA per generare un declino dei mercati cinesi. Tralasciando la nota di ironia che si trae anche soltanto leggendo la frase precedente, le teorie del complotto, presenti ormai in ogni ambito, sembrerebbero essere il frutto di una degenerazione ancor più catastrofica del post-verità, nonché il frutto di una coscienza collettiva che teme ciò che ignora. Ed è proprio questo timore per l’ignoto ad essere pericoloso. L’ignoranza, sfoci o meno in una teoria del complotto, è rinvenibile in frasi come “è tutta colpa dei cinesi” che generano odio razziale sulla base di una errata rappresentazione della realtà. La storia parla da sé sulle conseguenze dannose di tale constatazione.

Un’ulteriore teoria può essere considerata una degenerazione, meno radicale ma più artificiosa della teoria del complotto. In tal caso si parla del Coronavirus come dello strumento attraverso il quale combattere il sovraffollamento del pianeta. Sarebbe, quindi, una soluzione pacifica e neutrale per far fronte a una problematica di dimensioni planetarie. Tuttavia, non considerando la stessa ignoranza intrinseca a detta teoria, posto che metà di coloro che sono stati colpiti dal virus sono ormai guariti, è chiaro che un simile assunto ha motivazioni più fantascientifiche che scientifiche dalla sua parte. Sembrerebbe quasi essere il piano di Thanos per l’intera durata di Avengers: Infinity War.

Naturalmente le più ignoranti ed ironiche teorie sono quelle basate su suggestioni di ordine sovrannaturale o mitologico, per le quali sarebbe giunta la fine del mondo, o l’apocalisse. Ma con grande tranquillità si può dire che per quanto il famoso giorno del giudizio si avvicini è ancora lontano.

Ciò che emerge da tutto questo è un contesto sociale dove vige l’ignoranza e dove ognuno cerca di strumentalizzare a modo proprio un problema certamente non ignorabile ma che neanche ha bisogno di tanta enfasi. Sicuramente chi è preposto a farlo è all’opera per lo studio di un vaccino, ma è altrettanto certo che maturare e diffondere teorie non produce alcun effetto utile.
La libertà di manifestazione del pensiero è assicurata dall’articolo 21 della Costituzione, e nessuno ne deve essere privato, ma è anche vero che ciascun individuo è responsabile di ciò che afferma, e a volte, potrebbe essere meglio usare la famosa mascherina per non dire idiozie.

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