Il Tavolo ecclesiale dipendenze -al quale il CNCA (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza) partecipa- ha indetto per il 14 e 21 novembre pp.vv. la terza edizione dell’open day delle comunità terapeutiche.
L’Associazione Comunità sulla strada di Emmaus – tra i fondatori del CNCA – lavora da oltre quarant’anni nel settore delle dipendenze patologiche e rappresenta una qualificata presenza sul territorio foggiano. Nel corso degli anni Emmaus ha incontrato tantissime persone in difficoltà e altrettante storie di grande fatica, di disagio e di dipendenza. Ha fatto con loro un pezzo di strada insieme. Ha condiviso storie, insomma. Ed è quello che vorrebbe
fare anche con giovani, educatori, genitori, docenti: condividere storie ed esperienze… Ciò che si vive ogni giorno nelle comunità e nei servizi di strada racconta un’altra storia, fatta soprattutto di relazioni non solo di storie di grande fatica, di disagio e di dipendenza .
Attraverso di esse si può riaccendere la speranza. L’epidemia di Covid 19, con tutte le sue preoccupazioni e le sue limitazioni, ha attraversato
la nostra vita come uno tsunami ed è tuttora presente cancellando abitudini e modificando stili di vita che sembravano immutabili. In questa fase ancora sospesa si sente il bisogno di ripensare quello che si sta vivendo, capire l’inutilità e la necessità di tante cose che
riempiono la vita e fare delle scelte.
Anche quest’anno l’Associazione comunità sulla strada di Emmaus ha aderito all’iniziativa e, nell’ottica dell’alleanza educativa con le altre agenzie che operano con adolescenti e giovani, “aprirà” metaforicamente le porte della sua comunità agli studenti delle scuole superiori per un breve percorso per la prevenzione delle dipendenze (oggi di diversa natura: sostanze, alcol, gioco, internet…) e per fornire a famiglie, docenti, parrocchie consulenze e confronto con esperti. Tanto sulla base del convincimento che destinatari di azioni di prevenzione non sono solo “ragazzi a rischio”, ma, più in generale, soggetti che rientrano
in aree di fragilità e di normalità. Per tale motivo appaiono insufficienti iniziative di mera informazione sulle sostanze essendo necessari luoghi in cui sperimentare nuovi modelli educativi e di coinvolgimento.
Infatti, oggi più che mai le comunità di recupero non possono essere più solo luoghi di accoglienza di chi, a causa della dipendenza, è emarginato dalla vita familiare , sociale e lavorativa, ma mirano a rappresentare un punto di riferimento e di ascolto delle diverse situazioni di insicurezza e di disagio.
Nella giornata del 14 novembre, gli studenti del triennio delle scuole superiori e i loro docenti potranno visitare virtualmente il villaggio Emmaus per un percorso formativo in cui uno spazio privilegiato sarà dato al confronto con gli accolti del villaggio che racconteranno la loro storia.
Agli studenti sarà rilasciato attestato di partecipazione. Il 21 novembre Emmaus incontrerà famiglie, docenti, Ser.T, gruppi parrocchiali per un momento formativo sulle dipendenze al quale parteciperanno esperti del SerD. Sempre più spesso affiora la solitudine delle famiglie che non sanno a chi rivolgersi quando emergono situazioni di criticità nei propri figli perché, nonostante la presenza sul territorio dei servizi preposti, i genitori temono la “formalizzazione” del problema (vero o reale) dei propri figli.
Una corretta informazione e il confronto con esperti può essere un valido aiuto per chi vive una situazione difficile.
Oggi più che mai si ha bisogno di territori che tornino a essere comunità, di persone che, nelle relazioni con gli altri, riscoprano il sogno della propria vita.
Pertanto vi aspettiamo per condividere con tutti voi questa speranza.