Il buco nell’ozono in aumento

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Nella prima metà degli anni ’80 si scoprì che lo strato di ozono sopra l’Antartide stava scomparendo, a causa delle emissioni di CFC (clorofluorocarburi).

Per evitare di raggiungere un punto di non ritorno nel 1987 l’UNEP, Programma ambientale delle Nazioni Unite, adotto il Protocollo di Montreal, con lo scopo di sostituire i clorofluorocarburi con gas meno nocivi.

Grazie a questo intervento negli ultimi vent’anni il fenomeno è stato rallentato e lo strato di ozono ha iniziato a ritornare alla sua forma naturale.

Recenti studi degli scienziati della NOAAA e della NASA hanno però riscontrato un espansione del buco dell’ozono, per una superficie di circa 4,8 milioni di Km2, pari a tre volte l’area degli Stati Uniti.

La causa di questo incremento spropositato sono le emissioni illegali di CFC provenienti dalla Cina orientale, aumentate del 40-60%. Queste emissioni di CFC vietate dal Protocollo di Montreal, infatti vanificano i numerosi sforzi mondiali per riportare il buco dell’ozono al suo stato naturale.

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