Una piccola cittadina della provincia di Foggia al tempo del Covid-19

ORDONA. Volti “mascherati”, sorrisi celati, occhi invetrati, mani fredde e atrofizzate, braccia rigide e paralizzate, bocche che evitano di cercarsi, respiri che si nascondono da Colui che cerca in ogni modo di insinuarsi. Questa è Ordona oggi! Questa è Ordona dopo l’ordinanza n. 14 del primo cittadino che ha previsto misure più restrittive al fine di contenere il contagio del covid-19, valida fino al 3 dicembre. Chiusura degli uffici comunali, parchi e giardini pubblici, sospensione del mercato del martedì, divieto di assembramento nelle piazze, divieto di sostare sulle panchine del paese. E pensare che soltanto ieri le strade risuonavano delle voci dei bambini che giocavano a pallone davanti alla chiesa di San Leone e delle risate degli anziani seduti alle panchine a raccontarsi i bei tempi andati. Il rumore dei passi di chi amava passeggiare sul “lungomare” o nei campi di papaveri lì vicino al campo sportivo era consueto sentirlo. Oggi per le strade sembra che non risaltino che gli occhi fissi al di là dei vetri delle finestre e dei balconi, un silenzio talvolta spaventoso, talvolta assordante, un silenzio che dice tanto, che dice quanto altro c’è in questa cittadina della provincia di Foggia al tempo del Covid 19. Infatti se solo si volesse osservare con attenzione, si potrebbe guardare la bellezza del sole che continua a splendere come ha sempre fatto su questa collina e su queste rovine di antichi popoli; la bellezza del canto condiviso di chi si affaccia al balcone; la bellezza della voglia incolmabile di tutte quelle cose un tempo scontate come un abbraccio, una stretta di mano o un bacio; la bellezza di chi va casa per casa a portare la spesa a coloro che sono costretti a fare la quarantena per responsabilità civile e civica; la bellezza di chi, nella giornata mondiale del 25 novembre, ha dedicato alle donne vittime di violenza l’installazione di 100 paia di scarpe rosse, prestate dai cittadini di Ordona, con accanto i nomi delle donne vittime di femminicidio, lungo la scalinata del comune e una panchina rossa dinanzi alla biblioteca con la frase di Isaac Asimov “La violenza e l’ultimo rifugio degli incapaci” al fine di non rimanere indifferenti. Se solo si volesse si potrebbe ammirare la bellezza di chi si adopera per garantire il diritto allo studio di tutti gli alunni dell’I.C. “Aldo Moro” allestendo postazioni pc e attivando tutte le misure di sicurezza e di contenimento epidemiologico; la bellezza della solidarietà, dell’altruismo, del sentirsi vicini seppur lontani.

E allora la tempesta può distruggere i fiori ma non può portare via con sè i semi, quei semi radicati nel terreno. Qui nessuno stringe la mano dell’altro ma ognuno ha teso all’altro la mano del cuore. 

CONCORSO PICCOLI GIORNALISTI CRESCONO – Mese di Novembre

CLASSE 3^D

Secondaria I grado I.C. “Aldo Moro” sede di Ordona

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