In questo periodo dove il Coronavirus ha cambiato la nostra vita è importante ricostruire la propria esperienza prendendo un momento di forza, un qualcosa che ci giustifichi il motivo per cui bisogna andare avanti, per cui bisogna sperare che, nonostante tutto, ci sia una luce in fondo al tunnel. Noi studenti proviamo a vedere questa luce e ci inventiamo un modo per esprimere un sorriso concreto a tutti coloro che non credono in un domani, a tutti coloro che la luce che vediamo noi non la vedono, o se la vedono, riescono a vederla a tratti e a volte non ne capiscono il senso. Dicono che il Sole torna sempre a splendere dopo una tempesta, dicono che la speranza raggiunge l’impossibile ma poi in un momento come quello che stiamo vivendo tutto crolla. Eppure ci sono delle situazioni che neanche il Covid-19 è riuscito a fermare. Ad esempio il mondo della scuola. Nonostante tutto la scuola è andata avanti per garantire a tutti il diritto allo studio, quel diritto che spesso manca, che non è uguale per tutti, quel diritto che può cambiare il mondo, che può stravolgere una società (in modo positivo) e che va oltre qualsiasi legge razziale e ingiusta ma che guarda al futuro con occhi nuovi. E poi, anche se forse in molti casi non si è riusciti a tornare in presenza l’istruzione non si è arresa, è andata avanti, ha fatto salti mortali per arrivare a un punto in cui, seppur non era possibile la presenza in aula, c’era la cosiddetta DAD( Didattica A Distanza ) o la DDI( Didattica Digitale Integrata). Insomma per qualsiasi problema c’è sempre una risposta che non è mai “arrenditi, smetti di provarci”, anzi, è un motivo in più per continuare a andare avanti. La scuola in presenza è certamente migliore della Didattica a distanza anche perché credo che con tutte le precauzioni e le misure anti covid che vengono rispettate sia possibile ritornare in classe in tutta sicurezza. Certo non sarà più la scuola degli abbracci, dello stare insieme con gli altri, di condividere esperienze con il proprio compagno di banco,… certo è una scuola un po’ diversa da come l’avevamo lasciata ma è pur sempre un posto per imparare. Quindi nonostante questo momento la scuola, l’istruzione e tutto il mondo che gira intorno alla scuola hanno deciso di continuare a coltivare i sogni di tantissimi ragazzi, hanno deciso di continuare a istruirci per far crescere dei ragazzi che riescano a trasformare il mondo in un posto migliore nella consapevolezza che tutto ha dei limiti che non devono essere superati. Credo che il fatto di poter ritornare a scuola in presenza sia anche una dimostrazione pratica di come tutti noi ragazzi, nel nostro piccolo, ci impegniamo ad affrontarla: usiamo il gel igienizzante, le mascherine, il distanziamento sociale e cerchiamo di arieggiare il più possibile le nostre aule.
“Al culmine delle misure di lockdown a livello globale, quasi 1,5 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura delle scuole. Ora le scuole di tutto il mondo stanno compiendo grandi sforzi per poter riaprire” questo è quello che scrive l’ UNICEF ricordando che almeno un terzo dei bambini nel mondo che vanno a scuola non hanno potuto accedere all’apprendimento a distanza quando le loro scuole sono state chiuse a causa del COVID-19. È una situazione abbastanza critica che ci ha fatto riscoprire il significato delle parole “libertà” e “indispensabile”. Indispensabile è una buona istruzione, la scuola, i prof che ogni giorno cercano di farci capire nuovi argomenti, cercano di farci crescere sempre di più e di farci capire le varie discipline. I prof non sono solo queste figure che possono apparire “standard” per tutti i professori. I professori sono quelle persone che ti sorridono, che ti capiscono( forse gli unici in grado di saperlo fare veramente) e che ti danno supporto in qualsiasi momento in cui ne hai bisogno e che non sono coloro che ti “giudicano” ma coloro che ti “apprezzano per quello che sei e che ti aiutano”. Dicono che la scuola sia il passaporto per un futuro migliore, che sa cambiare la società senza guardare ricchi, poveri, neri, bianchi,… dicono che metta tutti alla pari perché la scuola deve essere questa: non deve guardare il genere, la condizione sociale o la provenienza di uno studente ma deve guardare il futuro e per farlo ha bisogno dell’aiuto di ognuno di noi e dell’impegno che ognuno offre alla società. Non esiste una società ricca senza nemmeno una piccola parte di istruzione così come non esiste un oceano senza nemmeno una piccola parte di acqua. Inoltre a volte la scuola non ci insegna soltanto a leggere e a scrivere ma anche a come comportarci, a come affrontare una certa situazione. Per questo è importante andare a scuola anche in questo periodo e, se proprio non si può, è importante comunque continuare a “rincorrere” l’istruzione anche attraverso la DAD. Ebbene io in un momento di difficoltà come questo ho trovato la scuola come “luce in fondo al tunnel”. Diciamo che ho sempre apprezzato la scuola, forse perché la vedo in modo diverso rispetto ad altre persone. Io la vedo come un occasione per imparare, per crescere e per stare insieme agli altri ma non credo che tutti la pensino allo stesso modo. Io la vedo come la mia “luce” in questo momento difficile mentre alcuni la vedono come un luogo per essere giudicati, dove non importa chi sei ma verrai giudicato sempre in modo negativo. Per me invece è un luogo dove ognuno può dimostrare le proprie capacità e può costruire i pilastri per il proprio futuro, affinché il mondo diventi un posto migliore in cui non esistono razze, non esistono violenze ma esistono solo tanti piccoli sorrisi che uniti sono capaci di gettare le basi per una società che deve ancora essere creata ma che è già stata ideata dai grandi sognatori.