Nel pomeriggio del 31 gennaio si è tenuto un interessantissimo incontro, a cui era presente il nostro giornale, organizzato dal Rotary club di Foggia e dal Giovani Interact del club di Foggia “Umberto Giordano“.
Lo scrittore e giornalista Vito Spada ha tenuto una lectio magistralis per analizzare l’assalto al Campidoglio e gli ultimi eventi politici negli Stati Uniti relativi all’elezione del nuovo presidente.
Partendo dal dall’assalto al Campidoglio sulla sulla legittimità dei voti tra il presidente uscente e il nuovo eletto Biden, numerosi sono stati i punti toccati dal giornalista circa il fenomeno, quasi senza precedenti, che si è verificato per l’elezione del nuovo presidente americano.
A cominciare dal pensiero di Guglielmo Ferrero bisogna fare una distinzione tra il il concetto di “Legalità” e quello di “Legittimità”, da cui deriva una differenza ben distinta tra “forza” e “violenza”. La prima deve essere intesa come espressione di sottomissione alle istituzioni e, la seconda come rifiuto ad adottare le pratiche contro i vari sistemi, ad esempio negli Stati Uniti è normale possedere armi per i cittadini rispetto agli altri Stati agli altri paesi del mondo.
Una società può essere pacifica solo se c’è attuazione di vera armonia.
In una Società democratica ci sono delle regole e bisogna accettarle e metterle in pratica. A tal proposito Spada ha spiegato il concetto dei cosiddetti ”geni invisibili della città”: si genera anosmia, dalla parola greca anomos, quando vi è assenza di regole, condizione che a sua volta provoca paura. E infatti, la minoranza che perde e rifiuta di accettare le regole contro una maggioranza che vince esplica tale fenomeno.
Nelle società tiranniche, la paura è sinonimo di abuso e di onnipotenza, che non porta a valori condivisi per una pacifica convivenza, su cui si basa anche l’articolo 1 della nostra Costituzione.
In America la fiducia è fondamentale, il cosiddetto Trust, che è il collante della convivenza sociale. La società americana è spaccata letteralmente in due e oggi questo fenomeno è ancora più evidente. Da una parte ci sono le grandi città, che sono aperte e moderne e dall’altra ci sono le città di campagna, chiuse perché lontane dal mondo, che non comprendendo la globalizzazione, la aborrono.
Il fenomeno americano ha un parallelismo con il perenne divario tra il nord e il sud del nostro paese. Nel ‘53 lo scrittore Benfield ha scritto un saggio sul divario economico tra nord e sud italiano, completato poi nel ‘93 da un altro grande scrittore, Putman. Entrambi cercano di spiegare il divario economico del nostro Paese, attribuendo al Sud un attitudine di non rispetto delle leggi e di favoritismo che predilige il clientelismo familiare, a differenza del Nord che tiene più in considerazione l’aspetto economico collettivo rispetto al personale.
In tutte le civiltà occidentali, in cui le macchine hanno corrotto la civiltà agricola la stragrande maggioranza ne è terrorizzata, il problema culturale è il punto di partenza per arrivare a quello sociale.
La seconda causa del nuovo fenomeno che ha portato all’assalto al Campidoglio è la corruzione della società moderna derivante dall’uso smodato dei social, dalla falsa cultura tuttologa moderna e dalle fake news.
Fin dagli inizi del Novecento “La ribellione delle masse”, il libro di Ortega y Gasset, sottolinea questo aspetto: la violenza è la prima ragione di convivenza sociale, l’uomo violento non ha memoria storica, non capisce perché si è arrivati ad oggi senza valutare il vissuto del passato.
L’uomo è un barbaro civilizzato e oggi la cultura non c’è perché la stessa borghesia non fa altro che prendere le informazioni generiche che riesce ad attingere qua e là e crede di sapere tutto. Segue il gregge senza sviluppare un proprio pensiero critico personale perché non è più incline alla cultura, non legge più non studia e si dà importanza a valori effimeri, e seguire la massa è diventata una prassi normale.
Si tende oggi ad abbracciare le teorie che vanno di moda, si continua a preferire modelli sociali violenti e totalitari senza tener conto del grande valore della moderazione, della tolleranza che, come sosteneva Voltaire, è la prima regola sociale per dare vita ai veri principi democratici.
@Cristian de Filippo