“Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”

Il 17 febbraio del 1600 il filosofo Giordano Bruno vi fu arso vivo dopo essere stato condannato per eresia. Nudo e con la bocca serrata, fu arso vivo proprio lì dove oggi sorge la sua statua. Quando qualche giorno prima fu pronunciata la sua sentenza, Bruno avrebbe replicato:” Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”. “Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam”.

Nel suo album “Il sogno eretico”, Caparezza, cantautore italiano, rispolvera le storie di alcuni personaggi che segnano la fine del Medioevo con la loro ribellione al potere della Chiesa, facendolo in nome di Dio.

Uno dei “grandi personaggi ”è Giordano Bruno, che incarna la figura dell’eretico per eccellenza.
Bruno, frate domenicano contemporaneo di Galileo, veniva condannato solo e soltanto per le sue idee e non per eserciti di fedeli che poteva comandare. Giordano Bruno amava la conoscenza al di là dei dogmi e studiava le scienze e le sue “magie” e le difendeva con passione. Dubitava della Trinità, credeva nella pluralità dei mondi e che Dio fosse presente in ogni cosa. Credeva che la filosofia, la scienza in generale veniva chiamata così, e le sue magie fossero dei doni del Signore e, conoscerli era dovere di ogni uomo di fede e l’onnipotenza divina non poteva essere limitata a questo solo mondo, ma nulla avrebbe potuto impedire che Dio creasse più mondi e che si manifestasse in ogni cosa terrena.

Caparezza quindi prova a fare resuscitare nella nostra memoria questi personaggi che, ispirati da un ideale, combattevano senza indugio alcuno per difenderlo e forse per farci notare come ancora oggi chi afferma tesi contro il potere viene messo alla gogna senza leale processo, condannato come eretico.

@Cristian de Filippo

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