Tangenti, armi e rifiuti tossici, ecco perché è morta Ilaria Alpi

Il 20 marzo 1994 muore Ilaria Alpi insieme all’operatore Mirian Hirovatin, giornalista italiana del TG3, noi non dimentichiamo!

Diversi documenti e testimonianze affermano che la Alpi stava arrivando al cuore dei malaffari che legavano la Somalia all’Italia e ai Paesi dell’Est, dai quali provenivano gli armamenti, pagati col permesso di seppellire in loco le sostanze nocive. Da anni custodisce i suoi segreti. Segreti di morte. Qualche ora dopo aver rimesso piede a Mogadiscio, i due giornalisti furono uccisi in un agguato condotto da sette killer.
Lei ficcava il naso negli affari del sultano, che voleva armi ad alta tecnologia, affermano diversi testimoni raccontano agli inquirenti un articolato sistema di traffici di armi, rifiuti pericolosi e scorie radioattive, i cui proventi alimentavano in parte conti neri o finivano in tangenti. Un sistema gestito da faccendieri italiani e stranieri, soprattutto legati a nomi importanti del sistema politico italiano e di altri Paesi, legati a commerci illegali con la Somalia.

Il traffico di armi avveniva con mezzi navali e anche con piccoli aerei che atterravano su una striscia di terra battuta ubicata a circa 40 chilometri a Nord-Est di Mogadiscio.  I loschi affari erano  in pieno svolgimento proprio nell’anno in cui vennero uccisi Ilaria e Miran.

Il 30 aprile 1999, un ’intervento dell’Intelligence italiana e somala nella vicenda, fece capire che era chiaro che Ilaria era capitata su uno dei punti sensibili che la Somalia cercava affannosamente di proteggere e che l’Italia aveva la necessità di coprire.

La giornalista della Rai venne assassinata insieme all’operatore Miran Hrovatin a Mogadiscio, il 20 marzo 1994. 

Dall’inchiesta è emerso che esistevano rapporti dei servizi segreti italiani e somali e che politici di spicco fossero coinvolti e che Ilaria avesse contatti professionali con un uomo del Sismi in Somalia l’hanno anche affermato, senza però specificarne il nome, l’operatore della Rai Alberto Calvi e Giancarlo Marocchino, un imprenditore italiano a lungo presente in Somalia dall’84 al ’99.

@Cristian de Filippo

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