Ecco perché le auto ad idrogeno si sono dimostrate un fallimento

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Sono passati ormai anni dall’entrata nel mercato automobilistico delle auto elettriche, che visti i numerosi incentivi e le numerose restrizioni stanno dando filo da torcere alle auto a benzina, ma esiste effettivamente una valida alternativa?

Con l’ingresso dei veicoli elettrici nel settore delle automobili si può notare il debutto di una nuova tipologia di autovetture: quelle ad idrogeno. Probabilmente vi starete chiedendo come mai non sono così comuni come i suoi competitor, perciò vediamolo insieme.

Ci sono 5 motivi principali che potrebbero rispondere alla nostra domanda: prezzo, convenienza, performance, competizione e infine l’impatto ambientale.

Possiamo dire con certezza che i punti a sfavore di queste vetture sono molteplici, infatti per quanto riguarda il prezzo e la convenienza, l’idrogeno risulta decisamente in svantaggio rispetto ai suoi avversari, come dimostrato dalle pompe ad idrogeno che si aggirano sul costo medio di 1 milione e 700.000 euro rispetto ai 250.000 di quelle a benzina o i 40.000 di quelle elettriche. L’elevato prezzo di questi punti di ricarica, causa della loro rarità, ne ha reso impossibile l’acquisto per coloro che non vivono in prossimità di essi.

Parlando invece di performance e competizione le auto ad idrogeno si dimostrano decisamente meno prestanti, un altro problema che sommato ai sopracitati ha reso questi mezzi l’ultima scelta quando si parla di investimenti. Uno dei pochi punti a favore delle auto ad idrogeno è la ricarica, decisamente più rapida delle auto elettriche con una durata media di 5 minuti.

Passando all’impatto ambientale le auto elettriche si dimostrano doppiamente efficienti rispetto a quelle ad idrogeno, un fattore decisamente importante se pensiamo che non tutta l’energia impiegata nella loro produzione è a zero emissioni.

Fortunatamente l’idrogeno sta trovando impiego nel settore dei trasporti pesanti dove potrebbe essere usato in maniera conveniente.

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