Quando il Natale arriva anche nelle strade del cuore…di @Greta Mele

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Buonasera signore e signori,
oggi, come sapete, è il 24 Dicembre. Nelle città le
strade sono piene di persone vestite con abiti sgargianti
e caldi, che si affannano per comprare gli ultimi regali
da mettere sotto i grandi alberi nelle proprie case.
Ci sono luci e luminarie dappertutto, si respira aria di
speranza e di gioia…eppure il Natale non è così caldo e
colorato per tutti.
Nelle baraccopoli africane, sud americane e anche
italiane, per esempio, le condizioni peggiorano ogni
giorno di più.
Le guerre, in più di venti paesi nel mondo, continuano
a trascinare via vite umane, spesso anche di giovani
ragazzini innocenti e soli, che di certo non vengono
risparmiati neanche il giorno di Natale.
Mentre nella gran parte delle città, nei Paesi sviluppati,
le famiglie oggi si affrettano a comprare i regali più
costosi per soddisfare i propri figli, dall’altra parte del
mondo, come in tantissime zone dell’Africa, in
America Latina e nello Yemen, circa 33mila bambine
verranno date in sposa, e 152 milioni di bambini si
recheranno nelle fabbriche, nelle miniere o nei negozi
di famiglia per lavorare in condizioni disastrose. Il
vostro Babbo Natale, forse, si è dimenticato dei loro
occhi stanchi e spaventati!
Ma del resto, si sa, il Natale è bello perché lo si passa
in famiglia e ci si riunisce con i parenti.
Si gioca a tombola mangiando panettone, si aspetta la
mezzanotte per brindare e scambiarsi i regali e gli
auguri. Non è forse così? Probabilmente sì, ma non
certo per tutti!
Questi giorni di festa potrebbero essere un vero inferno
per chi, invece del calore e dell’affetto famigliare, nel
proprio cuore riceve solo il freddo e il gelo, provocati
dall’enorme vuoto di chi non ha una famiglia, né
qualcuno su cui contare.
Quanta gente, nel mondo, è sola!
Alcuni hanno perso tutti, eppure continuano ad andare
avanti aggrappandosi ad una speranza che trovano solo
nel profondo della propria anima. Altri, invece, di certo
pagherebbero per essere soli, perché magari sono
accompagnati da persone malvage, violente, incapaci
di aprire la mente e soprattutto il cuore.
Quanto è facile dire: “Buon Natale!” solo a chi
vogliamo.
Bisognerebbe, invece, esclamare: “Buon Natale!”
anche a tutti i poveri del mondo, agli ammalati, ai
piccoli lavoratori, alle spose bambine, a chi è vittima di
violenza domestica; a tutti coloro che sono soli e che
non ce la fanno più, alla gente discriminata e odiata solo
per il colore della sua pelle o per la sua identità; a chi
mostra il proprio coraggio e non rinuncia alle sue idee
nemmeno di fronte a tutto il male che c’è, il quale, non
pensate, continua a consumarsi dietro le mura delle
case anche nel giorno in cui è nato il Signore…
E, per questo, io dico con tutto il cuore ad ognuno di
voi: “Buon Natale!”. Ricordatevi sempre di abbracciare
i vostri cari, ma anche di essere umani nei confronti di
ogni persona che incontrate, a cominciare dai più umili.
Non dimenticate che l’Uomo per cui festeggiate questa
giornata è nato in una culla fatta di paglia, all’interno di
una capanna fredda, dove l’unica luce era una stella, che
brillava grazie all’amore di Dio.
Anche voi potete accendere i cuori della gente. Basta
solo uscire dalle gabbie in cui ci confina la società, e
trovare il coraggio di mostrare fratellanza e solidarietà
per combattere l’indifferenza e la violenza a cui molti
di noi sembrano essere condannati.
Noi abbiamo il potere di distruggere chi è più fragile,
con i gesti ma anche solo con le nostre parole, oppure
di salvare un’anima sola e triste. Sta a noi la scelta: noi
possiamo davvero fare il regalo più bello di sempre alla
gente di tutto il mondo, perché la gentilezza e l’amore
non si pagano, si trovano nei cuori di ognuno di noi.
Mi raccomando, ascoltatori, coraggio!
Bisogna percorrere tante strade prima di essere
chiamati uomini, ma, prima o poi, vi accorgerete che
ognuna di queste vie si trova in ognuno di noi…auguri
di buon Natale e felice anno nuovo!

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