Foibe, Il Giorno del Ricordo

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Oggi, 10 febbraio, si celebra il “Giorno del Ricordo”, per commemorare le vittime delle foibe: uomini e donne uccisi in Istria, Dalmazia e nelle provincie del confine orientale dai partigiani jugoslavi, che sono fuggiti dalle loro terre per non finire nelle mani delle milizie titine, durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Si commemorano anche i cittadini italiani che furono costretti a lasciare le loro case e i beni in Istria, Dalmazia e Fiume per sfuggire alle persecuzioni del nuovo governo jugoslavo del maresciallo Tito.

Non si conosce con esattezza il numero degli italiani uccisi, pur tuttavia alcuni storici parlano di 10.000 persone, mentre l’esodo dovette riguardare oltre 250.000 persone.

Le foibe sono fenditure carsiche in cui le vittime venivano legate e gettate al loro interno vive e lì uccise in modo barbaro.

I massacri delle foibe e l’esodo sono una pagina della Storia che per molto tempo l’Italia ha voluto dimenticare, ed è soltanto con la caduta di Berlino che si è sgretolato il muro del silenzio. L’aspetto più triste di quest’altra vergogna storica degli esseri umani è il voler attribuire una paternità fascista, da parte di qualcuno, e comunista da parte di altri.

La vergogna è solo umana e non politica, perché di tali eccidi, l’intera umanità è colpevole, al di là delle ideologie politiche!

Nell’immagine del titolo, la foiba di Basovizza a Trieste, in ricordo a tutte le vittime degli eccidi che Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato monumento nazionale. 

@Cristian de Filippo

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